“Refezione scolastica”: disponibilità centro cottura di emergenza non  deve essere requisito di partecipazione alla gara

“Refezione scolastica”: disponibilità centro cottura di emergenza non  deve essere requisito di partecipazione alla gara

Con la Delibera n. 33 del 13 gennaio 2016 l’Anac ha preso in esame il caso di una Spa che, nell’ambito di una procedura di gara aperta per l’affidamento del Servizio di “Refezione scolastica” destinato agli alunni, insegnanti, personale delle scuole dell’infanzia e primarie di pertinenza di un Comune, contesta la legittimità di un articolo del disciplinare di gara nella parte in cui richiede, tra i requisiti di partecipazione, la “disponibilità per l’intera durata dell’appalto, di un centro per la preparazione dei pasti, da utilizzare in caso di emergenza, ubicato entro un raggio massimo di km 12 (dodici) dal centro della città […]” . L’Anac afferma che è legittima la clausola della lex specialis con la quale è richiesta ai concorrenti la disponibilità di un centro cottura di emergenza posto a una distanza predeterminata, ove abbia natura di requisito di esecuzione del contratto e non di partecipazione alla procedura di gara.

Affine anche l’oggetto di una seconda Delibera Anac, la n. 34 del 13 gennaio 2016, relativa a una Società che, nell’ambito di una procedura di gara aperta per l’affidamento del Servizio di “Refezione scolastica”, contesta la clausola dell’avviso di gara che prevede, tra i requisiti e i documenti di partecipazione: “Centro di cottura per preparazione pasti e/o per emergenze, con relative distanze, dal luogo di esecuzione – Disponibilità del centro cottura di emergenza, già autorizzato come centro cottura per l’attività di refezione scolastica, con capacità produttiva residua di almeno 330 pasti ed autorizzato anche ai sensi del Dgr. Puglia n. 890/12”. L’Anac premette che la distanza chilometrica non rappresenta un indicatore oggettivo per garantire la freschezza dei cibi, in quanto sarebbe più opportuno ricorrere al parametro del tempo di consegna. Secondo l’Autorità è illegittima la clausola del bando di gara che richiede, ai fini della partecipazione alla procedura e non come requisito di esecuzione del contratto, il possesso di un centro di cottura di emergenza autorizzato per tutta la durata dell’appalto e la clausola del bando che attribuisce un punteggio differenziato all’offerta in proporzione della distanza del centro cottura dal luogo di esecuzione del Servizio.


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