Rendiconto 2016 Regione Sicilia: la Corte dei conti sospende il giudizio, rilevate irregolarità

Rendiconto 2016 Regione Sicilia: la Corte dei conti sospende il giudizio, rilevate irregolarità

Fumata nera” per il rendiconto generale 2016 della Regione Sicilia. Il Procuratore generale della Corte dei conti Sicilia, Pino Zingale, ha chiesto e ottenuto la sospensione del giudizio in quanto lo stesso presenterebbe delle irregolarità.

Nel corso della propria requisitoria, il Procuratore Zingale ha puntato il dito contro una serie di criticità che precluderebbe allo stato attuale la dichiarazione di regolarità del rendiconto generale. La “levata di scudi” della Procura generale è connessa, nello specifico, alla mancata istituzione del “Fondo rischi spese legali”, del “Fondo passività potenziali” e del “Fondo perdite partecipate”.

In merito al primo dei Fondi citati, Zingale ha specificato che “non vi è evidenza che la Regione abbia proceduto ad una compiuta ricognizione del contenzioso esistente a carico dell’ente, obbligatoria in sede di prima applicazione dei principi applicati della contabilità finanziaria, di cui all’Allegato 4/2 del Dlgs. n. 118/2011. Pertanto, qualunque valutazione sul contenzioso con significativa probabilità di soccombenza e sui relativi accantonamenti risulta viziata da questo mancato adempimento. Non si tratta – ha aggiunto – come taluno potrebbe ritenere di mera inattendibilità del dato, ma di vera e propria irregolarità del rendiconto, in quanto è stata omessa una valutazione imposta dalla legge (e correlativa istituzione del fondo), alla luce della notoria circostanza che la Regione Siciliana è coinvolta in una congerie di contenziosi passivi il cui dato complessivo risulta in questa sede pretermesso”.

Anche in merito al “Fondo passività potenziali” è stata rilevata la mancata istituzione ancorché, alla voce “Vincoli derivanti da leggi e principi contabili” risulti un accantonamento operato ai sensi dell’art. 3 della Lr. 15 maggio 2013, n. 9, pari a 20,5 milioni di Euro, “comunque largamente insufficiente a fronteggiare il mark to market negativo dei contratti che presentano rischi significativi”.

Infine, con riferimento agli accantonamenti per perdite degli Organismi partecipati dalla Regione, viene messo in evidenza come non siano stati “forniti dati e criteri di valutazione adottati ai fini della mancata costituzione del Fondo, violando quanto disposto dalla Sezione Autonomie con Deliberazione n. 9/15”.

L’istituzione dei citati Fondi inciderebbe nettamente sul risultato di amministrazione che quindi – allo stato attuale – non appare, secondo il Procuratore generale, supportato da reali elementi di valutazione. Ulteriori dubbi sono stati infine espressi in merito all’applicazione del risultato finanziario al bilancio.

La Regione sostiene di aver individuato coperture per 7.011 milioni di Euro a fronte del disavanzo di 5.896 milioni di Euro. Tale tesi – ha aggiunto Zingale nel corso della sua requisitoria – non appare, allo stato, convincente, almeno per quel che riguarda 2 delle 3 metodiche di copertura indicate dalla Regione”.

Vengono dunque messe in discussione dalla Corte dei conti le coperture individuate dalla Regione per il disavanzo di quasi 5,9 miliardi di Euro, che poggiano per oltre 2 miliardi su “presunti avanzi futuri” generati dalla reimputazione di stanziamenti in entrata e in spesa, e per altri 2,6 miliardi sul “Fondo anticipazione di liquidità”, in contrasto con i principi enunciati dalla Sezione Autonomie della Corte dei conti con le Delibere nn. 19/2014 e 33/2015 e dalla Corte costituzionale con la Sentenza n. 181/2015.

Tutti quelli enunciati sono stati reputati “elementi ostativi alla dichiarazione di regolarità del rendiconto generale, almeno senza un preventivo ulteriore passaggio istruttorio in contraddittorio con la Regione e sulla base dei principi del giusto processo”. Per questo il Procuratore generale ha chiesto che “prima di giungere ad una pronuncia di diniego di regolarità, che segnerebbe un punto di svolta di straordinario rilievo negativo nella gestione dei conti pubblici regionali, in quanto mai, in passato, la Corte ha dovuto fare ricorso a tale Pronuncia, sia necessario, oltre che opportuno, effettuare ulteriori accertamenti in contraddittorio con la Regione, che possano condurre ad una più esaustiva e consapevole Pronuncia da parte di codeste Sezioni Riunite”.

I Magistrati contabili, riunitisi in Camera di Consiglio, hanno accolto la richiesta di sospensione, facendo slittare la decisione definitiva di 20 giorni.

di Veronica Potenza


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