Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza negli Ordini professionali: deve essere un profilo interno

Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza negli Ordini professionali: deve essere un profilo interno

Con Comunicato del Presidente datato 3 novembre 2020 e diffuso il 13 novembre 2020, l’Anac ha fornito alcune precisazioni in relazione all’applicazione della normativa sulla prevenzione della corruzione negli Ordini e nei Collegi professionali, con particolare riferimento alla nomina del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (“Rpct”).

Come già in precedenza indicato, l’Autorità ha ricordato che il “Rpct” deve essere individuato da ciascun Consiglio nazionale, Ordine e Collegio professionale (sia a livello centrale, sia a livello locale) in un dirigente interno, a conoscenza delle dinamiche e dell’organizzazione dell’Ente di cui fa parte e che pertanto può svolgere al meglio le funzioni e i compiti previsti dalla normativa vigente.

Qualora l’Ordine o il Collegio, a causa del numero limitato, assegni a propri dirigenti compiti gestionali, sarà possibile individuare quale “Rpct” uno di tali Dirigenti dando la preferenza a quelli cui sono assegnati i compiti gestionali più compatibili con il ruolo di “Rpct”.

In caso di assenza di personale dirigenziale, sarà possibile individuare quale “Rpct” un profilo non dirigenziale, ferma restando la scelta di personale interno all’Ente.

L’Anac evidenzia poi che è da considerarsi come un’assoluta eccezione la nomina di un dirigente esterno. Nel caso, sussiste un preciso onere di congrua e analitica motivazione anche in ordine all’assenza di soggetti aventi i requisiti previsti dalla legge.

In via residuale e con atto motivato, il “Rpct” potrà coincidere con un Consigliere dell’Ente, purché privo di deleghe gestionali. In tal senso, dovranno pertanto essere escluse le figure di Presidente, Consigliere Segretario o Consigliere Tesoriere e, laddove possibile, anche la figura di Vice-Presidente.

L’Autorità infine esclude che possa essere individuato quale “Rpct” un Consigliere eletto presso altra circoscrizione territoriale del medesimo Consiglio/Ordine o un consulente esterno.

In ogni caso, laddove la scelta si discosti dalle indicazioni fornite dall’Anac, dovrà essere opportunamente motivata.


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