Revisori dei conti: diramate le “Linee guida” per le relazioni sui bilanci di previsione delle Regioni 2017-2019

Revisori dei conti: diramate le “Linee guida” per le relazioni sui bilanci di previsione delle Regioni 2017-2019

Con la Delibera n. 13 del 16 giugno 2017, la Corte dei conti Autonomie ha approvato, ai sensi dell’art. 1, commi 3 e 4, del Dl. n. 174/12, le “Linee guida” e il relativo Questionario per la predisposizione delle Relazioni che gli Organi di revisione economico-finanziaria, istituiti presso le Regioni ai sensi dell’art. 72 del Dlgs. n. 118/11, e dell’art. 14, comma 1, lett. e), del Dl. n. 138/11, adottano sul bilancio di previsione degli esercizi 2017-2019.

Le verifiche sui bilanci di previsione, che costituiscono uno degli aspetti caratterizzanti i controlli riguardanti lo stato di attuazione dei programmi e la salvaguardia degli equilibri di bilancio, risultano fondamentali per assicurare che il processo di programmazione finanziaria si svolga nel rispetto dei principi contabili generali e delle compatibilità economico-patrimoniali dell’Ente.

Le citate “Linee guida” costituiscono strumento essenziale per una proficua, efficace e sinergica collaborazione tra la Corte dei conti e i predetti Organi di controllo interno in quanto, favorendo una condivisione delle informazioni contabili ed extracontabili, sviluppano un patrimonio informativo omogeneo per i diversi ambiti gestionali oggetto di controllo (equilibri di bilancio, vincoli di finanza pubblica, vincoli e sostenibilità dell’indebitamento, sana gestione economico-finanziaria degli Enti, riflessi sul bilancio dei risultati delle partecipate e degli enti del Sistema sanitario regionale). Ad esse fanno riferimento, tanto i Collegi dei Revisori dei conti quanto le Sezioni regionali di controllo, per le attività di controllo di rispettiva competenza.

La Sezione rende nota l’importanza di sollecitare gli Organi di revisione contabile ad un’attenta vigilanza sulla corretta osservanza dei principi sanciti dalla nuova disciplina contabile introdotta con il Dlgs. n. 118/11 e, in particolare, sull’applicazione del principio applicato della programmazione, in quanto dall’attendibilità, congruità e coerenza, interna ed esterna, dei singoli documenti di programmazione dipende il grado di affidabilità dell’intero sistema di bilancio.

Massima attenzione dovrà essere rivolta anche ai 2 istituti centrali della riforma – il “Fondo pluriennale vincolato” ed il “Fondo crediti di dubbia esigibilità” – nonché all’analisi della gestione di cassa, giacché i principi della copertura delle spese e del buon andamento trovano compiuta attuazione nella misura in cui le spese programmate sono finanziate da risorse effettivamente introitabili.

Altro aspetto di particolare novità è dato dalle nuove regole di finanza pubblica introdotte dalla Legge n. 232/16 (“Legge di bilancio 2017”), la quale ha ridefinito gli equilibri di bilancio degli Enti territoriali in conformità al disposto dell’art. 9 della Legge n. 243/12.

Al fine di garantire la verifica degli equilibri di saldo della gestione di competenza, il Questionario rivolge particolare attenzione a tutti quei profili che, in termini di giudizio prognostico di attendibilità, possono rivelarsi critici per la sana gestione economico-finanziaria dell’Ente. Più nel dettaglio, oltre ai profili riguardanti le modalità di copertura finanziaria e la sostenibilità dell’indebitamento, vanno esaminati i possibili effetti concernenti le spese ultrannuali di investimento, gli accantonamenti al “Fondo rischi e perdite”, il bilancio preventivo economico annuale consolidato del Servizio sanitario regionale ed i piani di razionalizzazione degli enti e organismi strumentali della Regione.

Di questi profili si è tenuto conto nella redazione del Questionario, la cui struttura è comunque più snella rispetto al passato. Lo Schema di relazione del Collegio dei revisori dei conti sui bilanci regionali di previsione 2017-2019 è strutturato in un Questionario a risposta sintetica da scaricare e trasmettere compilato.

Per il corretto funzionamento di un Sistema fiscale incentrato sull’adempimento spontaneo, la Corte ritiene necessario:

  1. a) intervenire con una reingegnerizzazione dei processi, in linea con misure che hanno registrato positivi risultati come lo “split payment”, recentemente opportunamente esteso (art. 1 del Dl. n. 50/17). Potrebbe prevedersi, ad esempio, per i soggetti Iva, un obbligo di pagamento tracciato con ritenute alla fonte (come è attualmente per le ristrutturazioni edilizie);
  2. b) rafforzare l’efficacia del Sistema di riscossione coattiva: valorizzando le sinergie tecniche ed operative tra i soggetti della fiscalità, così da massimizzare l’efficacia dell’azione di riscossione e ridurre i costi correlati ad attività infruttuose.

Con riferimento all’esigenza di deflazionare il contenzioso, la Corte esprime l’avviso che:

  1. a) occorre elevare la qualità delle iscrizioni a ruolo, considerato che, per quanto siano prevalenti le Sentenze favorevoli all’Amministrazione, non è trascurabile la percentuale di quelle in cui l’Amministrazione è totalmente o parzialmente soccombente, soprattutto nelle controversie di valore inferiore a 20.000 Euro (38%);
  2. b) va pure pienamente utilizzato l’istituto della “autotutela”, che deve essere doverosamente attivato per ripristinare la legalità violata tutte le volte che l’Amministrazione si avveda dell’illegittimità anche parziale della pretesa tributaria, in coerenza con il carattere vincolato dell’attività impositiva (la mediazione non può essere un surrogato dell’autotutela con un onere aggiuntivo ingiustificato per il contribuente);
  3. c) occorre identificare le fattispecie di contenzioso più ricorrenti o di tipo seriale (quale è stato per esempio l’Irap dei Professionisti, con riferimento al parametro dell’autonoma organizzazione), per tentare di superarle;
  4. d) in ogni caso, per deflazionare il contenzioso e ridurre il “non contenzioso” che può definirsi patologico (il 48,52% di accertato non impugnato e in massima parte non pagato, di cui si è detto), è essenziale l’attività di prevenzione. Occorre indurre comportamenti di massa più coerenti all’assolvimento degli obblighi tributari per ridurre drasticamente la platea degli inadempienti (attualmente oltre 20 milioni), attivando tutti gli interventi legislativi e le misure amministrative in direzione di una crescita della tax compliance, con un impegno dell’Amministrazione finanziaria per un miglioramento dei rapporti con contribuenti e una crescita dell’adempimento spontaneo degli obblighi fiscali, attraverso la semplificazione degli adempimenti (la facilità di adempiere gioca infatti un ruolo determinante nell’adempimento), la cooperazione ed il dialogo con il contribuente, sia nella fase dell’adempimento che successivamente in sede di autotutela.

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