Revisori Enti Locali: deliberate dalla Corte dei conti le “Linee guida” per il Questionario al rendiconto della gestione 2013

La Corte dei conti, con la Deliberazione n. 11/Aut/2014/Inpr, approvata nell’adunanza del 15 aprile 2014, pubblicata sulla G.U. n. 105 (S.O. n. 38) dell’8 maggio 2014, ha deliberato le “Linee guida e relativi Questionari per gli Organi di revisione economico-finanziaria degli Enti Locali, per l’attuazione dell’art. 1, commi 166-168, della Legge 23 dicembre 2005, n. 266. Rendiconto della gestione 2013”.

Ricordiamo che i citati commi 166 e 167 dell’art. 1 della “Finanziaria 2006”, attuativi della Legge n. 131/03 (“Legge La Loggia”), prevedono che il Collegio dei Revisori dei conti degli Enti Locali trasmetta alla Corte dei conti – Sezione regionale di controllo, una Relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio di competenza ed una Relazione sul rendiconto approvato nello stesso esercizio, consistente nella compilazione di uno dei seguenti Questionari (disponibili anche sul sito internet della stessa Corte): Questionario per le Province, Questionario per i Comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti, e Questionario per i Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti (quest’ultimi per la prima volta chiamati a rispondere anche ai quesiti relativi al Patto di stabilità interno).

I Questionari oggetto delle “Linee guida” in commento rientrano nell’ambito del cosiddetto “controllo collaborativo”, così definito in quanto svolto nell’interesse dell’Ente per evitare che vengano commesse irregolarità e per migliorare la qualità della gestione finanziaria e contabile, per definire le misure correttive da adottare da parte degli Organi degli stessi Enti e per rimuovere gli atti irregolari e sanare i comportamenti che rischiano di compromettere la salute finanziaria dell’Ente, sulla base delle segnalazioni dell’Organo di revisione.

Si ricordano, anche quest’anno, le differenze esistenti tra il “controllo collaborativo” e il “controllo sulla gestione degli Enti Locali” previsto dall’art. 7, comma 7, della “Legge La Loggia”. Entrambe le tipologie di controlli discendono dal citato art. 7, comma 7, ma mentre il “controllo sulla gestione” viene svolto anno per anno su alcuni Enti Locali sulla base di uno specifico programma, il “controllo collaborativo” risulta invece definito come necessario e non programmabile, in quanto effettuato su tutti i Comuni e le Province. In altre parole, sebbene i 2 tipi di controllo abbiano destinatari e contenuti difformi risultando così “non coincidenti”, essi provengono dalla stessa norma di legge e sono di fatto “collegati”, atteso che da quello “collaborativo” possono trarsi elementi conoscitivi utili per una efficace programmazione ed esecuzione di quello “sulla gestione”.

I controlli sui bilanci e sui rendiconti degli Enti Locali consentendo una diffusione generalizzata delle verifiche sul ciclo di bilancio, senza discostarsi dal quadro di un controllo di carattere collaborativo, compatibile con l’autonomia degli Enti, costituzionalmente tutelata, e permettono di predisporre strumenti utili per assicurare che le misure per il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica indicati dalla “Legge di stabilità” e dalle altre norme di coordinamento finanziario vengano effettivamente messe in atto.

La finalità perseguita dai controlli sui bilanci e rendiconti degli Enti Locali è quella di assicurare la tutela dell’unità economica della Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica, da realizzarsi in concreto con la verifica dell’effettiva attuazione da parte degli Enti Locali delle misure per il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica posti dalla Legge di stabilità e dalle altre norme di coordinamento finanziario.

Le “Linee guida” riconoscono che le difficoltà contingenti legate al contesto generale ed al quadro congiunturale hanno imposto reiterati provvedimenti volti ad assicurare il controllo della spesa e dell’indebitamento. I molti provvedimenti d’urgenza adottati hanno dato vita ad un insieme di regole  complesso ed articolato, connotato dall’accavallarsi di disposizioni regolanti la medesima materia, con la conseguente emersione di dubbi interpretativi, che hanno reso difficile il compito degli operatori.

Le “Linee guida” svolgono anche una funzione di ausilio alla lettura del quadro normativo di riferimento, e perciò sono state aggiornate, alla luce delle disposizioni intervenute in materia di finanza locale in riferimento all’esercizio 2013. L’aggiornamento ha riguardato le disposizioni introdotte dalla “Legge di stabilità 2013” (Legge n. 228/12), in materia di equilibri di bilancio di parte corrente, di vincoli alla spesa sostenuta dagli Enti per i beni immobili e mobili, per le autovetture e per le collaborazioni esterne, nonché in materia di limiti all’indebitamento. Recepite anche le novità introdotte dal Dl. n. 35/13, in materia di pagamento dei debiti scaduti della Pubblica Amministrazione, nonché di riequilibrio finanziario degli Enti territoriali.

Viene ricordato che, per l’esercizio 2013, a causa dell’anomalo differimento al 30 novembre del termine per l’approvazione del bilancio di previsione e delle incertezze sull’ammontare delle risorse disponibili per gli Enti Locali, era stato stabilito di “soprassedere” all’adozione dei Questionari al bilancio di previsione 2013 per poi addivenire alla raccolta dei dati previsionali assieme ai dati del presente rendiconto 2013.

Nel Questionario sono forniti utili indirizzi per la sana gestione delle risorse, nel caso del protrarsi dell’esercizio provvisorio, volti, pur in assenza dello strumento autorizzatorio della gestione finanziaria, ad assicurare una gestione improntata a criteri prudenziali, atti a salvaguardare la permanenza, in corso d’esercizio, degli equilibri di bilancio e delle condizioni per il rispetto del Patto di stabilità, nonché dei vincoli alla spesa corrente.

Infatti, i Questionari sono completati da un’Appendice “A“, contenente 12 quesiti riguardanti specificatamente aspetti della gestione finanziaria messi in luce dagli indirizzi forniti dalla Delibera Corte dei conti – Sezione delle autonomie – n. 23/13, per una sana gestione della fase di esercizio provvisorio in una logica ispirata ad una gestione prudenziale. I quesiti contenuti nella suddetta appendice affrontano, in particolare, i seguenti temi della gestione finanziaria: salvaguardia degli equilibri, coerenza della gestione con l’obiettivo programmatico del Patto di stabilità, le modalità con le quali sono state affrontate le situazioni debitorie fuori bilancio, pur in assenza, eventualmente, di una delibera sulla salvaguardia degli equilibri.

Nei Questionari sono presenti quesiti diretti specificatamente alla verifica degli adempimenti previsti per gli Enti che sperimentano il nuovo modello di contabilità.

Per l’esercizio 2013, le 12 Province e i 49 Comuni che hanno partecipato alla sperimentazione, dovranno rispondere agli specifici quesiti contenuti nell’Appendice “B“; essi riguardano, in particolare, il “Fondo pluriennale vincolato” iscritto in entrata, i provvedimenti adottati conseguentemente all’emersione di un disavanzo al 31 dicembre 2012 derivante dal riaccertamento straordinario dei residui e le anticipazioni di Tesoreria.

Nelle “Linee guida” è presente l’esigenza di semplificazione e chiarezza che ha portato a contenere il numero di nuove domande, limitandole alle questioni di particolare importanza e ad evitare duplicazioni nelle richieste istruttorie formulate dalla Sezione. Sono stati eliminati alcuni quesiti relativi ai debiti fuori bilancio e le richieste riguardanti dati acquisibili con altre modalità operative dalla Corte dei conti.

La Relazione, come negli anni precedenti, deve dare conto del rispetto degli obiettivi annuali del Patto di stabilità, del vincolo sull’indebitamento di cui all’art. 119 della Costituzione, degli equilibri di bilancio, della spesa di personale, degli andamenti degli Organismi partecipati e di gravi irregolarità contabili e finanziarie eventualmente riscontrate.

Si ricorda che il contenuto delle Relazioni per la Corte dei conti non deve necessariamente essere identico a quello del Parere dell’Organo di revisione che accompagna l’approvazione da parte del Consiglio comunale del rendiconto della gestione, dovendo ora fornire dati oggettivi ed eventualmente aggiornati, e che la nozione di “grave irregolarità contabile e finanziaria” è, in questa sede, da intendersi come violazione alla normativa vincolistica statale inerente a questioni strettamente finanziarie e contabili che possono mettere in dubbio il raggiungimento dell’equilibrio di bilancio e non consentire all’Ente di concorrere alla realizzazione degli obiettivi generali della finanza pubblica. Tali eventuali irregolarità devono essere segnalate, non tanto in merito alle modalità con cui sono sorte, quanto invece relativamente alle ripercussioni sugli equilibri di bilancio, così da permettere alle Sezioni regionali di segnalare tempestivamente agli Enti interessati, per le necessarie misure correttive, situazioni che riguardino gli equilibri di bilancio.

Rammentiamo anche che, nell’ambito del procedimento di “controllo collaborativo”, le “Pronunce specifiche” emanate dalle Sezioni regionali, ai sensi dell’art. 1, comma 168, della Legge n. 266/05 (“Finanziaria 2006”), seguono i principi propri dell’attività di controllo della Corte dei conti e risultano da contraddittorio esperito con l’Amministrazione locale (anche tramite apposite “audizioni”), per essere poi inviate all’unico destinatario, rappresentato dal Consiglio comunale o provinciale.

Per quanto riguarda i tempi dell’invio dei Questionari, le “Linee guida” precedenti hanno chiaramente stabilito che “gli Organi di revisione sono obbligati a trasmettere alle Sezioni regionali di controllo la loro Relazione subito dopo l’approvazione del rendiconto da parte del Consiglio comunale o provinciale. L’omissione o il ritardo ingiustificato dell’invio della Relazione ostacolano l’esercizio del controllo della Corte dei conti, con la conseguente responsabilità dell’Organo inadempiente. Le Sezioni fisseranno perciò un termine per l’adempimento, trascorso il quale, segnaleranno ai Consigli comunali o provinciali gli Organi che non abbiano ottemperato all’obbligo, per l’eventuale revoca del Revisore, ai sensi dell’art. 235, comma 2, Tuel n. 267/00”.

Nei prossimi numeri della Rivista verranno comunicate le scadenze, fissate dalla Sezioni regionali per il controllo della Corte dei conti, per la compilazione e l’inoltro telematico dei Questionari in commento a cura dell’Organo di revisione.

Alla Deliberazione Corte dei conti – Sezione Autonomie locali, n. 11/Aut/2014/Inpr, sono allegati i “Questionari” relativi al rendiconto 2013, da compilare in formato elettronico sulla pagina “Siquel” – “Sistema informativo questionari Enti Locali” – della Corte dei Conti entro la scadenza che le Sezioni regionali comunicheranno nelle prossime settimane direttamente ai Revisori dei conti.

Le Sezioni di controllo, aventi sede nelle Regioni a statuto speciale e nelle Province Autonome, ove ne ricorra l’esigenza, potranno apportare ai Questionari adattamenti o integrazioni che tengano conto delle peculiarità della disciplina vigente in materia di ordinamento degli Enti Locali, nonché di finanza e tributi locali.

I Questionari in commento prevedono che siano:

a)      forniti dati identificativi dell’Ente e la quantificazione delle sue dimensioni demografiche;

b)      date risposte ad alcune domande (“Sezione prima”), affinché possa essere impostata dalle Sezioni regionali una prima e provvisoria selezione dei casi in cui dalle Relazioni sia dichiarata o ritenuta probabile la presenza di gravi irregolarità e nei quali occorra pertanto avviare celermente la segnalazione agli Enti e le istruttorie di controllo. La risposta da fornire ad alcune delle domande preliminari presuppone la previa compilazione di prospetti contenuti nella “Sezione seconda”;

c)      compilati i prospetti e le domante (“Sezione seconda”), finalizzati ad un esame più approfondito, da parte delle Sezioni regionali, dei casi in cui non siano segnalate gravi irregolarità, ma che dalla combinazione di alcuni fattori possano comunque desumersi situazioni di rischio inerenti il mantenimento degli equilibri di bilancio.

Rendiconto 2013 – Elementi di novità

Analizziamo di seguito le innovazioni apportate al Questionario relativo al rendiconto 2013 rispetto a quello previsto per l’anno precedente, facendo sempre riferimento al Questionario per i Comuni con popolazione superiore ai 5.000 abitanti al 31 dicembre 2011.

La “Sezione prima” – “Domande preliminari” – in primo luogo precisa che l’Allegato “A”, che presenta domante riguardanti la gestione in esercizio provvisorio effettuata nel 2013, deve essere compilato da tutti gli Enti Locali, mentre per gli “Enti in sperimentazione” è prevista la compilazione dell’Allegato “B”; per tale ragione, la Sezione non riporta più domante in merito a tale tipologia di Enti nella parte ordinaria. Le altre domande, per numero e contenuto, sono rimaste sostanzialmente inalterate rispetto al Questionario per il rendiconto 2012.

Anche quest’anno numerose domande aggiuntive sono ora riportate a corredo delle Tabelle di cui alla “Sezione seconda”.

Tale “Sezione seconda”, da compilarsi, sempre per esigenze di elaborazione connesse al raffronto con le risultanze della banca-dati dei rendiconti “Sirtel”, con dati espressi in centesimi di Euro, presenta quest’anno variazioni non numerose e neppure rilevanti, qui di seguito elencate:

1)      al punto 1.4.4, sul 2013 è richiesto aggiuntivamente d’indicare la tipologia e l’importo delle entrate destinate al ripiano del disavanzo di amministrazione, prodotto nel 2012, con le modalità previste dall’art. 193 del Tuel;

2)      nei casi di ricorso all’anticipazione di Tesoreria, occorre compilare il Prospetto di cui al punto 1.6, aggiornato e semplificato per tener conto delle novità legislative 2013 (art. 1, comma 9, del Dl. n. 35/13; art. 1, comma 2, del Dl. n. 54/13; art. 1,comma 12, del Dl. n. 133/13; art. 2, comma 3-bis, del Dl. n. 4/14) con le quali sono stati incrementati i limiti sui quali parametrare gli importi massimi consentiti;

3)      non è stato riproposto il punto concernente le plusvalenze da alienazioni e l’indicazione della loro utilizzazione;

4)      nei Prospetti relativi alla verifica dei vincoli di bilancio per il contributo per permesso di costruire, per le sanzioni contravvenzionali e per il recupero dell’evasione, viene quest’anno richiesto anche d’indicare cumulativamente le somme riscosse a residui per tutti gli anni precedenti il 2009;

5)      sempre in relazione al recupero dell’evasione, deve essere data specificazione anche per la Tosap/Cosap;

6)      è semplificato, per evitare duplicazioni, il punto relativo al debiti fuori bilancio, dove è richiesto ai Revisori di attestare che i dati inseriti nel “Questionario sui debiti fuori bilancio e disavanzi di amministrazione”, previsto con Nota n, 101/14 dalla Sezione Autonomie della Corte dei conti, corrispondono alle risultanze contabili;

7)      è stato inserito il punto 1.11.2, che prevede d’indicare se l’Ente ha costituto apposito vincolo sulla quota libera dell’avanzo di amministrazione a titolo di Fondo rischi a fronte della presenza i rilevanti rischi futuri per passività potenziali;

8)      il punto relativo alla tempestività dei pagamenti è stato semplificato, ma richiede aggiuntivamente se nel 2013 l’Ente ha fatto ricorso all’anticipazione di liquidità presso la Cassa DD.PP., ai sensi dell’art- 1, comma 13, del Dl. n. 35/13, nonché d’indicare l’ammontare dei debiti certi liquidi ed esigibili, di parte corrente e capitale, maturati a tutto il 31 dicembre 2012, rimasti da estinguere;

9)      il successivo punto 1.15 “contenimento delle spese”, è stato ampliato per tener conto della normativa sopravvenuta nel 2013 e ora prevede anche di indicare le eventuali deroghe concesse dall’Ente nel 2013, di attestare se è stato allegato al rendiconto il Prospetto delle spese di rappresentanza e se questo è stato trasmesso alla Sezione regionale della Corte dei conti e pubblicato sul sito internet dell’Ente Locale; inoltre, con riguardo alla gestione di immobili, è richiesto di attestare il rispetto del divieto di nuove acquisizioni o di stipulare nuovi contratti di locazione passiva, salvo deroghe, nonché, in relazione agli incarichi per Servizi informatici, di attestare il rispetto dell’art. 1, commi 146 e 147, della “Legge di stabilità 2012”;

10)  sono ancora una volta modificate le richieste per i dati concernenti gli Organismi partecipati, specificatamente con una maggior puntualizzazione dei rapporti finanziari e di garanzia che intercorrono fra questi e l’Ente Locale;

11)  per verificare il rispetto del limite d’indebitamento imposto dall’art. 204 del Tuel, è nuovamente richiesta l’indicazione della percentuale limite di interessi passivi da sostenere per gli anni dal 2011 al 2015, con esplicitazione, per il 2012 e il 2013, della modalità di calcolo;

12)  è richiesto quest’anno se le Unioni e/o i Consorzi di Comuni partecipati dall’Ente Locale realizzano opere pubbliche attraverso il ricorso all’indebitamento garantito da delegazioni di pagamento da parte dell’Ente Locale;

13)  in materia di Patto di stabilità, non è più richiesto di attestare che le riscossioni e le concessioni di crediti si riferiscono esclusivamente a movimenti meramente finanziari;

14)  riguardo alla spesa di personale, è riproposta l’indicazione della consistenza dei posti in dotazione organica e del personale in servizio al termine degli anni 2012 e 2013, suddiviso per tipologia contrattuale; inoltre, sono aggiunte domande in merito alla verifica degli effettivi fabbisogni di personale, dell’adozione del “Piano triennale per le pari opportunità” e del rispetto dei limiti d’incidenza della spesa di personale sul totale della spesa corrente e della spese per le cessazioni per l’anno corrente;

15)  circa le verifiche sul conto del patrimonio, con riferimento alle immobilizzazioni finanziarie, è ora richiesto all’Organo di revisione di attestare se queste sono computate con riferimento a tutte le partecipazioni e di indicare i motivi dell’eventuale mancato inserimento.

Rileviamo che, come nell’anno precedente, in calce al Questionario è richiesto all’Organo di revisione di certificare che i dati inseriti nel Questionario corrispondono a quelli indicati nel rendiconto 2013  regolarmente approvato dell’Ente e di attestare di aver verificato l’attendibilità delle informazioni non desumibili dal rendiconto 2013.

Allegato “A” – Esercizio provvisorio del bilancio 2013

Come sopra accennato, l’Allegato pone ai Revisori domande in relazione alla gestione 2013 effettuata dall’Ente Locale in esercizio provvisorio, al fine di valutare se durante tale periodo l’Ente ha rispettato le norme di riferimento e attuato la gestione secondo principi prudenziali e di sana gestione, atti a salvaguardare la permanenza, in corso d’esercizio, degli equilibri di bilancio e delle condizioni per il rispetto del Patto di stabilità, nonché dei vincoli alla spesa corrente.

Viene richiesto: se l’Ente ha adottato azioni per scongiurare il pericolo di finanziare in disavanzo tendenziale le spese; se e come è stato effettuato durante l’esercizio il controllo per la salvaguardia degli equilibri; le modalità di stanziamento del “Fondo svalutazione crediti”; se durante l’esercizio sono stati costantemente monitorati i saldi tendenziali relativi al Patto di stabilità e, se al riguardo, sono state effettuate informative periodiche alla Giunta, nonché se è stata verificata la programmazione del personale. Infine, sono richieste le modalità gestionali adottate qualora il 2012 si fosse chiuso in disavanzo e quelle inerenti il tempestivo riconoscimento di debiti fuori bilancio in assenza di bilancio di previsione adottato.

Allegato “B” – Enti in sperimentazione

Nel Questionario sono indicati quesiti diretti alla verifica degli adempimenti previsti per gli Enti che sperimentano il nuovo modello di contabilità. Agli Enti in sperimentazione sono richieste le modalità di determinazione del “Fondo pluriennale vincolato”, le modalità di ripiano dell’eventuale disavanzo 2012 derivante dal riaccertamento straordinario dei residui, se sono stati rispettati i principi della contabilità finanziaria 3.18 (residui attivi iniziali per depositi bancari) e 3.26 (anticipazioni del Tesoriere), nonché le modalità di contabilizzazione dell’anticipazione del Tesoriere.


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