Richiedenti asilo: al via nuovo Modello di governance del fenomeno migratorio

Richiedenti asilo: al via nuovo Modello di governance del fenomeno migratorio

Mettere su un Sistema di accoglienza dei migranti che garantisca una ripartizione equilibrata dei posti per l’ospitalità dei richiedenti asilo e rifugiati, sia per i livelli regionale e provinciale che per quello comunale: è questo l’obiettivo del Obiettivo del nuovo “Piano nazionale di ripartizione dei richiedenti asilo”, messo a punto nel corso del vertice tenutosi il 6 settembre scorso presso il Viminale.

Auspichiamo – ha detto il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, al margine dell’incontro – la condivisione di tutti i Sindaci su questo nuovo sistema che è stato pensato per assicurare un ‘criterio di scalabilità’ tale da consentire la gestione delle fasi di eventuali ampliamenti o contrazioni numeriche, rispondendo in maniera flessibile ai fabbisogni di accoglienza che si potranno registrare nel corso del tempo”.

La rinnovata pianificazione dovrebbe comportare il vantaggio, a fronte di assegnazioni dei posti previsti a livello provinciale e comunale, di mettere in atto processi di revisione dei contingenti numerici prestabiliti, in modo coerente con le specifiche esigenze locali.

Nella propria Nota il Viminale definisce così i 2 pilastri del nuovo Sistema di accoglienza:

  1. l’adesione volontaria allo “Sprar”, da parte dei Comuni, cui viene presentata l’alternativa tra l’entrare in un Sistema ordinario e istituzionale o assistere al trasferimento di richiedenti asilo sul proprio territorio, stabilito a livello centrale sulla base di un Piano nazionale di ripartizione;
  2. una modalità di accreditamento “continuo” allo “Sprar”, che superi così l’attuale complessità imposta dalla periodicità di pubblicazione dei bandi di adesione e che si caratterizzi per una gestione “a liste sempre aperte” per accogliere le domande degli Enti Locali, senza più vincoli temporali, ma solo in base alla disponibilità delle risorse, istituendo una sorta di Albo permanente in cui accreditarsi.

Il Piano nazionale si pone come obiettivi di realizzare una programmazione nazionale articolata a livello regionale, provinciale e comunale. Si dovrà individuare una prima modalità di ripartizione “a livello regionale” che elimini il più possibile le disparità inevitabili derivanti da criteri fondati unicamente su variabili demografiche dei comuni. Poi si procederà, a cascata, ad una seconda modalità di ripartizione “a livello comunale”, che da un lato mantenga un’ottima approssimazione con il dato di riferimento regionale, dall’altro tenga in considerazione l’esigenza di differenziare la distribuzione almeno per alcune classi di Comuni. Nello specifico: Comuni sino a 2.000 abitanti, oltre i 2000 abitanti e Comuni metropolitani). Infine, si dovrà definire ed utilizzare un criterio di ripartizione che indichi la quota minima di posti da assegnare ad ogni comune.

Tutti i Comuni appartenenti alle 3 classi – ha detto il Ministro Alfano – avrebbero, in ogni caso, la facoltà di esprimere l’eventuale disponibilità anche per un numero di posti superiore a quello attribuito dal Piano in questione”.


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