Riforma della contabilità: le nuove definizioni di indebitamento

Riforma della contabilità: le nuove definizioni di indebitamento

Cambiano le definizioni di indebitamento recate dall’art. 3, comma 17, della Legge n. 350/03. La norma, di carattere essenziale in quanto attua le disposizioni dell’art. 119, comma 6, Costituzione, è stata modificata dal Dlgs. n. 126/14 che sostituisce integralmente l’elenco delle tipologie finanziarie classificate come debito pubblico.

Ai sensi delle nuove disposizioni, per gli Enti territoriali (Regioni, Enti Locali, ecc.), costituiscono indebitamento agli effetti dell’art. 119, comma 6, della Costituzione:

  • l’assunzione di mutui;
  • l’emissione di prestiti obbligazionari;
  • le cartolarizzazioni relative a flussi futuri di entrata, a crediti e ad attività finanziarie e non finanziarie;
  • l’eventuale somma incassata al momento del perfezionamento delle operazioni derivate di swap (upfront);
  • le operazioni di leasing finanziario stipulate dall’1° gennaio 2015;
  •  il residuo debito garantito dall’Ente a seguito della definitiva escussione della garanzia.

Inoltre, costituisce indebitamento il residuo debito garantito a seguito dell’escussione della garanzia per 3 annualità consecutive, fermo restando il diritto di rivalsa nei confronti del debitore originario.

Rispetto al precedente elenco, è ampliato il novero delle cartolarizzazioni qualificabili come debito e vengono inseriti il leasing finanziario e il debito garantito dopo l’escussione delle garanzie.

Dal 2015, gli Enti territoriali possono rilasciare garanzie solo a favore dei soggetti che possono essere destinatari di contributi agli investimenti finanziati da debito e per le finalità di seguito definite:

a) l’acquisto, la costruzione, la ristrutturazione e la manutenzione straordinaria di beni immobili, costituiti da fabbricati sia residenziali che non residenziali;

b) la costruzione, la demolizione, la ristrutturazione, il recupero e la manutenzione straordinaria di opere e impianti;

c) l’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature tecnico-scientifiche, mezzi di trasporto e altri beni mobili ad utilizzo pluriennale;

d) gli oneri per beni immateriali ad utilizzo pluriennale;

e) l’acquisizione di aree, espropri e servitù onerose;

f) le partecipazioni azionarie e i conferimenti di capitale, nei limiti della facoltà di partecipazione concessa ai singoli Enti mutuatari dai rispettivi ordinamenti;

g) i contributi agli investimenti e i trasferimenti in conto capitale a seguito di escussione delle garanzie destinati specificamente alla realizzazione degli investimenti a cura di un altro Ente od Organismo appartenente al Settore delle Pubbliche Amministrazioni;

h) i contributi agli investimenti e i trasferimenti in conto capitale a seguito di escussione delle garanzie in favore di soggetti concessionari di lavori pubblici o di proprietari o gestori di impianti, di reti o di dotazioni funzionali all’erogazione di servizi pubblici o di soggetti che erogano servizi pubblici, le cui concessioni o contratti di servizio prevedono la retrocessione degli investimenti agli Enti committenti alla loro scadenza, anche anticipata. In tale fattispecie rientra l’intervento finanziario a favore del concessionario di cui al comma 2, art. 19, della Legge 11 febbraio 1994, n. 109;

i) gli interventi contenuti in programmi generali relativi a piani urbanistici attuativi, esecutivi, dichiarati di preminente interesse regionale aventi finalità pubblica volti al recupero e alla valorizzazione del territorio.

Viene chiarito che non costituiscono indebitamento, agli effetti del citato art. 119, le operazioni che non comportano risorse aggiuntive, ma consentono di superare, entro il limite massimo stabilito dalla normativa statale vigente, una momentanea carenza di liquidità e di effettuare spese per le quali è già prevista idonea copertura di bilancio.Si tratta, in genere, dell’anticipazione di Tesoreria, disciplinata per gli Enti Locali dall’art. 222 Tuel (3/12 delle entrate accertate ai primi 3 Titoli nel penultimo esercizio). Il meccanismo dell’anticipazione (accertamento d’entrata e impegno di spesa contestuali, nella misura dell’importo richiesto), difatti, non comporta la possibilità di finanziare nuove e maggiori spese, bensì l’acquisizione di liquidità straordinaria da utilizzare per pagare delle spese già impegnate in bilancio, nel rispetto dei relativi equilibri e coperture.

Il correttivo modifica anche le lett. g) e h), del comma 18, che ora individuano quali investimenti, anziché “i trasferimenti in conto capitale”, “i contributi agli investimenti” a cura di un altro Ente od Organismo del settore delle P.A. o in favore di concessionari di lavori pubblici o di proprietari o gestori di infrastrutture funzionali all’erogazione di servizi pubblici o di soggetti che erogano servizi pubblici, le cui concessioni o contratti di servizio prevedano la retrocessione degli investimenti agli Enti committenti, anche alla loro scadenza.

Infine, si rammenta che la violazione della disciplina sull’indebitamento (divieto di ricorso al debito per finanziarie spese diverse da quelle d’investimento) comporta l’irrogazione della sanzione introdotta dall’art. 30, comma 15, della Legge n. 289/02 (nullità atti e sanzione pecuniaria agli Amministratori pari ad un minimo di 5 e fino ad un massimo di 20 volte l’indennità di carica percepita al momento di commissione della violazione).

di Anna Guiducci


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