Come si apprende dal sito web del Mit, si è svolto il 16 giugno 2026, presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, un incontro dedicato al Disegno di legge di Riforma della governance portuale e al rilancio degli Investimenti nelle Infrastrutture strategiche marittime. Il confronto, presieduto dal Vice-Ministro, Edoardo Rixi, ha visto la partecipazione di circa 70 rappresentanti tra Istituzioni, Associazioni di categoria, Operatori della logistica, Rappresentanze del lavoro e Autonomie territoriali.
Nel corso della Riunione sono stati affrontati i principali temi della Riforma, tra cui la modernizzazione della governance delle Autorità di Sistema portuale, il rafforzamento della capacità di programmazione degli investimenti, la semplificazione delle procedure amministrative e il miglior coordinamento tra porti, logistica e reti di trasporto. L’obiettivo dichiarato dal Governo è quello di rendere il sistema portuale italiano più efficiente, moderno e competitivo, rafforzandone il ruolo strategico nel Mediterraneo e favorendo nuovi investimenti e la crescita dei traffici commerciali.
Particolare attenzione è stata dedicata al rapporto tra porti e territori, riconoscendo il contributo delle Regioni e degli Enti Locali nello sviluppo delle Infrastrutture e delle attività economiche connesse alla portualità. Il Ministero ha evidenziato l’intenzione di proseguire il percorso di confronto attraverso ulteriori momenti di ascolto e approfondimento, con l’obiettivo di giungere a una Riforma condivisa e capace di garantire maggiore efficienza amministrativa e certezza degli investimenti.
Sul tema è intervenuta anche Anci, audita nell’ambito del confronto sul Disegno di legge di riordino della Legge n. 84/1994. Il Vicepresidente vicario dell’Associazione e Sindaco di Ancona, Daniele Silvetti, ha espresso sostegno agli obiettivi di efficientamento del Sistema portuale nazionale, ma ha evidenziato le preoccupazioni emerse dai Comuni portuali riguardo al rischio di un eccessivo accentramento decisionale e di un progressivo allontanamento delle scelte dalle esigenze dei territori.
Secondo Anci, la Riforma dovrà garantire il pieno coinvolgimento dei Comuni nella governance del Settore, considerato che le decisioni in materia portuale incidono direttamente sulla pianificazione territoriale, sugli equilibri ambientali e sullo sviluppo economico delle Comunità locali. L’Associazione ha annunciato la predisposizione di proposte emendative finalizzate a rafforzare il ruolo degli Enti Locali nei processi decisionali.
Anche Alessandro Terrile, Vice-Sindaco di Genova e Presidente della Commissione Anci Politiche del Mare, Demanio Marittimo e Porti, ha sottolineato la necessità di tutelare la rilevanza dei Comuni e la loro potestà urbanistica, evidenziando come la creazione di un’autorità centrale possa determinare un allontanamento della governance dalla dimensione locale. Terrile ha inoltre annunciato che nelle prossime settimane Anci presenterà un pacchetto di proposte elaborate sulla base delle Istanze provenienti dalle principali città portuali interessate dalla Riforma.
Il confronto proseguirà ora, sia nell’ambito delle audizioni parlamentari presso la Commissione Trasporti della Camera, sia in sede di Conferenza Unificata, passaggi che si preannunciano decisivi per definire l’assetto della futura governance portuale nazionale e il ruolo che vi sarà riconosciuto agli Enti territoriali.



