Ritenuta Ires del 4%: si applica sui contributi regionali alle Imprese, se riferiti a forme di finanziamento antecedenti al “Covid-19”

Ritenuta Ires del 4%: si applica sui contributi regionali alle Imprese, se riferiti a forme di finanziamento antecedenti al “Covid-19”

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta n. 588 del 15 settembre 2021, ha fornito chiarimenti in ordine al trattamento fiscale applicabile ai contributi erogati dalla Regione ad Imprese per fronteggiare l’emergenza da “Covid-19”, ai sensi dell’art. 10-bis del Dl. n. 137/2020.

Tale norma ha previsto che “i contributi e le indennità di qualsiasi natura erogati in via eccezionale a seguito dell’emergenza epidemiologica da ‘Covid-19’ e diversi da quelli esistenti prima della medesima emergenza, da chiunque erogati e indipendentemente dalle modalità di fruizione e contabilizzazione, spettanti ai soggetti esercenti impresa, arte o professione, nonché ai lavoratori autonomi, non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap) e non rilevano ai fini del rapporto di cui agli artt. 61 e 109, comma 5, del Tuir, di cui al Dpr- n. 917/1986”. Con tale disposizione il Legislatore, al fine di contrastare gli effetti negativi conseguenti dall’emergenza epidemiologica da “Covid-19”, ha riconosciuto ai contributi di “qualsiasi natura” e “diversi da quelli esistenti prima della medesima emergenza” erogati, in via eccezionale a seguito dell’emergenza epidemiologica “Covid-19”, “da chiunque” e “indipendentemente dalle modalità di fruizione”, ai soggetti esercenti attività di impresa, arte o professione, nonché ai lavoratori autonomi, il regime esentativo previsto espressamente per talune tipologie di aiuti economici. Ai fini della non concorrenza al reddito degli stessi è necessario che questi ultimi siano finalizzati a sostenere, tra l’altro, i soggetti esercenti impresa, arte o professione per affrontare la situazione emergenziale da “Covid-19”, e siano “diversi da quelli esistenti prima della medesima emergenza”. 

Al riguardo, in riscontro alla richiesta di chiarimenti avanzata dalla Regione scrivente, con la quale si chiedeva di chiarire se i contributi in esame fossero riferibili a forme di finanziamento preesistenti all’emergenza epidemiologica da “Covid-19” oppure se fossero finalizzati a fronteggiare la situazione emergenziale, la Regione istante ha precisato “che i predetti contributi si riferiscono a forme di finanziamento preesistenti all’emergenza epidemiologica da ‘Covid-19’”. Sulla base di tale precisazione, nella fattispecie in esame, non può trovare applicazione il riportato art. 10-bis del Dl. n. 137/2020, dal momento che, come illustrato, affinché trovi applicazione il regime fiscale esentativo ivi previsto, è necessario che i contributi erogati alle Imprese siano diversi da quelli esistenti prima dell’emergenza epidemiologica. 

Pertanto, i contributi in esame rileveranno fiscalmente nei confronti delle Imprese beneficiarie. Considerato altresì che, come affermato dall’Istante, tali contributi sono finanziati da fondi nazionali e non più da risorse europee, la Regione istante, al momento dell’erogazione di contributi in esame, sarà tenuta ad applicare la ritenuta d’acconto del 4% prevista dall’art. 28, comma 2, del Dpr. n. 600/1973.


Related Articles

“Pnrr”: approvati i primi 5 Piani delle attività relativi al sostegno tecnico-operativo e affiancamento offerto da Cdp

Come si apprende dal Comunicato-Stampa n. 93 del 24 maggio 2022, pubblicato sul sito del Mef, il “Servizio centrale per

Pnrr”: trasferimenti erariali agli Enti per Investimenti in Progetti di Rigenerazione urbana

Nell’ambito del “Pnrr”, in attuazione dell’Investimento 2.1 di M5C2, è stato pubblicato l’8 aprile 2022, sul sito del Ministero dell’Interno

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Only registered users can comment.