Ritenute dei Professionisti: istituito il codice-tributo Modello “F24” per “autoversarsi” le ritenute non operate dai sostituti d’imposta

Ritenute dei Professionisti: istituito il codice-tributo Modello “F24” per “autoversarsi” le ritenute non operate dai sostituti d’imposta

L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 50/E del 7 settembre 2020, ha istituito il codice-tributo per il versamento, da parte dei lavoratori autonomi, tramite Modello “F24”, delle ritenute d’acconto non operate dai sostituti d’imposta ai sensi dell’art. 19, comma 1, del Dl. n. 23/2020, convertito con modificazioni dalla Legge n. 40/2020.

Tale norma prevede che “per i soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato con ricavi o compensi non superiori a Euro 400.000 nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data del 17 marzo 2020, i ricavi e i compensi percepiti nel periodo compreso tra il 17 marzo 2020 e il 31 maggio 2020 non sono assoggettati alle ritenute d’acconto di cui agli artt. 25 e 25-bis del Dpr. n. 600/1973, da parte del sostituto d’imposta, a condizione che nel mese precedente non abbiano sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato. I contribuenti che si avvalgono della presente opzione, rilasciano un’apposita dichiarazione dalla quale risulti che i ricavi e compensi non sono soggetti a ritenuta ai sensi della presente disposizione e provvedono a versare l’ammontare delle ritenute d’acconto non operate dal sostituto in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di luglio 2020, senza applicazione di sanzioni e interessi”.

Successivamente, l’art. 126, comma 2, del Dl. n. 34/2020, convertito con modificazioni dalla Legge n. 77/2020 (cd. “Decreto Rilancio”, vedi Entilocalinews n. 30 del 27 luglio 2020), ha prorogato i termini di ripresa dei versamenti delle suddette ritenute, prevedendo che gli stessi possano essere effettuati in un’unica soluzione entro il 16 settembre 2020, oppure mediante rateizzazione, fino a un massimo di 4 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 settembre 2020, senza applicazione di sanzioni e interessi.

Da ultimo, l’art. 97 del Dl. n. 104/2020, rubricato “Ulteriore rateizzazione dei versamenti sospesi”, al comma 1 ha stabilito che “i versamenti di cui agli artt. 126 e 127 del Decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modificazioni dalla Legge 17 luglio 2020, n. 77, possono essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, per un importo pari al 50% delle somme oggetto di sospensione, in un’unica soluzione entro il 16 settembre 2020, o, mediante rateizzazione, fino ad un massimo di quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 settembre 2020. Il versamento del restante 50% delle somme dovute può essere effettuato, senza applicazione di sanzioni e interessi, mediante rateizzazione, fino ad un massimo di 24 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 gennaio 2021”.

Ricordato quanto sopra, per consentire ai soggetti interessati il versamento delle predette ritenute tramite Modello “F24”, è stato istituito il codice-tributo “4050”, denominato “Ritenute d’acconto non operate versate dai lavoratori autonomi – art. 19, comma 1, Dl. 8 aprile 2020, n. 23”.

In sede di compilazione del Modello “F24”, il suddetto codice-tributo è esposto nella Sezione “Erario”, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “Importi a debito versati”, indicando nel campo “Anno di riferimento”l’anno d’imposta cui si riferisce la ritenuta, nel formato “AAAA”. Nel campo “Rateazione/regione/prov./mese rif.”sono riportate le informazioni relative all’eventuale rateazione del pagamento, nel formato “NNRR”, dove “NN” rappresenta il numero della rata in pagamento e “RR” indica il numero complessivo delle rate; in caso di pagamento in un’unica soluzione, il suddetto campo è valorizzato con “0101”.


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