Scelta del Presidente dell’Organo di revisione economico-finanziaria e rispetto della “parità di genere”

Scelta del Presidente dell’Organo di revisione economico-finanziaria e rispetto della “parità di genere”

Il Ministero dell’Interno – Dipartimento della Finanza locale, in data 10 novembre 2021 ha pubblicato sul proprio sito istituzionale un Parere nel quale si specifica che la scelta del Presidente dell’Organo di revisione è demandata all’Organo politico e che quindi resta nella facoltà dello stesso di disciplinarla tenendo comunque in considerazione la platea degli iscritti in Fascia 3 dell’Elenco per la propria Provincia.

L’Ente istante chiedeva se, in occasione della nomina del Collegio dei Revisori, la scelta del Presidente debba o meno essere basata sul Principio della equa rappresentanza di genere, evidenziando che l’estrazione da parte della Prefettura ha individuato 2 componenti dello stesso genere. 

La Finanza locale, al riguardo, richiama l’art. 16, comma 25, del Dl. n. 138/2011, che prevede che i Revisori dei conti degli Enti Locali siano scelti mediante estrazione da un Elenco nel quale sono inseriti, a richiesta, i soggetti iscritti al Registro dei revisori legali e all’Ordine dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili, e il Regolamento, approvato con Dm. Interno n. 23/12, che disciplina i criteri per l’inserimento dei Revisori degli interessati nell’Elenco dei revisori dei conti degli Enti Locali e le modalità di formazione, tenuta e aggiornamento di detto Elenco e di estrazione a sorte dei nominativi. 

Inoltre, il Ministero ricorda che il Dl. n. 124/2019, con l’art. 57-ter, lett. b), ha aggiunto il comma 25-bis, all’art. 16, del Dl. n. 138/2011, il quale prevede che, negli Organi di revisione in composizione collegiale, la scelta, da parte dei Consigli comunali, provinciali, delle Città metropolitane e delle Unioni, del componente con funzioni di Presidente, tra i soggetti inseriti nella Fascia 3. 

Nel Parere in commento viene indicato che le disposizioni di cui al Dlgs. n. 198/2006 (“Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, a norma dell’art. 6 della Legge n. 246/2005”) e alla Legge n. 215/2012 (“Disposizioni per il riequilibrio delle rappresentanze di genere nei Consigli e nelle Giunte degli Enti Locali e nei Consigli regionali. Disposizioni in materia di pari opportunità nella composizione delle Commissioni di concorso nelle Pubbliche Amministrazioni”) non sembrerebbero applicabili nei confronti dell’Organo di revisione economico-finanziaria degli Enti Locali la cui composizione e le relative modalità di scelta e di nomina sono tassativamente disciplinate dalla legge, senza possibilità di spazi per l’autonomia statutaria o regolamentare dell’Ente. 

Viene precisato che, poiché l’Organo di revisione – collegiale negli Enti di maggiore dimensione – è un Organo di verifica e vigilanza della regolarità contabile finanziaria ed economica della gestione e, come tale, collocato in un ruolo di terzietà verso l’Ente, non sembra ravvisarsi un presunto contrasto delle richiamate disposizioni normative e regolamentari in materia di scelta dei Revisori con quelle di cui alle norme citate sulla “parità di genere”. 

Secondo la Finanza Locale, se il Legislatore avesse voluto inserire l’obbligatorietà del rispetto della rappresentanza di genere nell’Organo di revisione collegiale avrebbe dovuto anche procedere con la rettifica dell’attuale Sistema di scelta dei Revisori, tra l’altro anche tenendo conto che gli iscritti in Fascia 3 sono per il 77,52% uomini e solo il 22,48% donne, e tale ultima percentuale scende drasticamente in diverse Regioni. 

Il Parere conclude che, essendo la scelta del Presidente del Collegio delegata all’Organo politico, resta indubbiamente nella facoltà dello stesso di disciplinarla anche con prescrizioni in tema di “parità di genere”, tenendo comunque in considerazione la platea e gli iscritti in Fascia 3 dell’Elenco per la propria Provincia.


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