Servizi sociali comunali: in G.U. il Dpcm. 6 maggio 2025, per il riparto e il monitoraggio delle risorse per l’annualità 2025

È stato pubblicato in G.U. il Dpcm. 6 maggio 2025, recante “Obiettivi di servizio e modalità di monitoraggio, rendicontazione e riparto delle risorse aggiuntive per i Comuni delle Regioni a Statuto ordinario nell’anno 2025”

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 171 del 25 luglio 2025 il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 maggio 2025, recante “Obiettivi di servizio e modalità di monitoraggio, rendicontazione e riparto delle risorse aggiuntive per i Comuni delle Regioni a Statuto ordinario nell’anno 2025”.

Il Provvedimento dà attuazione all’art. 1, comma 496, lett. a), della “Legge di bilancio 2024” (Legge n. 213/2023), che ha istituito un “Fondo speciale per l’equità del livello dei servizi”, con una dotazione di 390,9 milioni di Euro per il 2025 destinati al rafforzamento dei Servizi sociali comunali.

Le risorse sono attribuite a ciascun Comune sulla base del coefficiente di riparto del fabbisogno standard per la funzione “Servizi sociali”, in coerenza con il “livello essenziale delle prestazioni” (“lep”), definito dall’art. 1, comma 797, della Legge n. 178/2020. L’Obiettivo da raggiungere resta quello della presenza di un Assistente sociale ogni 6.500 abitanti, entro il 2026.

I Comuni beneficiari sono tenuti ad impiegare le risorse per raggiungere l’Obiettivo di servizio 2025, secondo quanto riportato nella Nota metodologica approvata dalla Commissione tecnica per i fabbisogni standard il 14 novembre 2024 e allegata al Decreto, che costituisce parte integrante dello stesso.

Per verificare l’effettiva attuazione, il Dpcm. prevede un sistema rigoroso di monitoraggio e rendicontazione:

  • entro il 31 luglio 2025 sarà disponibile sul Portale “OpenCivitas” la Scheda di monitoraggio;
  • i Comuni dovranno compilare e trasmettere la Scheda entro il 31 maggio 2026, allegandola al rendiconto annuale;
  • in caso di mancata trasmissione o mancato raggiungimento dell’obiettivo, si applica il regime sanzionatorio introdotto dal Dm. 6 giugno 2024, che prevede, tra le altre Misure, il commissariamento dell’Ente o il recupero delle somme, salvo i casi in cui l’ammontare non raggiunto sia inferiore a 1.000 Euro.

Ai sensi della “Legge di bilancio”, le risorse non spese rimangono nella disponibilità del Comune per le medesime finalità. Solo nei casi in cui venga certificata l’assenza di utenti potenziali, le somme vengono recuperate dallo Stato e riassegnate al “Fondo per l’equità dei servizi”.