“Servizio di teleriscaldamento”, secondo il Tar Piemonte, qualificabile come “servizio pubblico locale” facoltativo

“Servizio di teleriscaldamento”, secondo il Tar Piemonte, qualificabile come “servizio pubblico locale” facoltativo

Nella Sentenza n. 1274 del 27 novembre 2018 del Tar Piemonte, la questione controversa in esame riguarda il “Servizio di teleriscaldamento”. Nello specifico, i Giudici chiariscono che tale Servizio può genericamente ricondursi ai “servizi pubblici locali” facoltativi di cui all’art. 112 del Dlgs. n. 267/2000 (Tuel). In particolare, i Giudici rilevano che l’art. 1, lett. g) del Dlgs. n. 28/2011, definisce il “Servizio di teleriscaldamento” o “Teleraffrescamento” come “la distribuzione di energia termica in forma di vapore, acqua calda o liquidi refrigerati, da una o più fonti di produzione verso una pluralità di edifici o siti tramite una rete, per il riscaldamento o il raffreddamento di spazi, per processi di lavorazione e per la fornitura di acqua calda sanitaria”, senza tuttavia qualificare giuridicamente tale Servizio. Ai fini della qualificazione di un’attività come “servizio pubblico locale” o meno occorre prendere in considerazione l’art. 112 del Tuel, secondo il quale “gli Enti Locali, nell’ambito delle rispettive competenze, provvedono alla gestione dei servizi pubblici che abbiano per oggetto produzione di beni ed attività rivolte a realizzare fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile delle comunità locali”. L’indicazione è molto ampia, tale da includere qualsiasi attività svolta dal Comune o dagli altri Enti Locali, ma secondo i Giudici la genericità della norma si spiega con la circostanza che gli Enti Locali, ed il Comune in particolare, sono Enti a fini generali dotati di autonomia organizzativa, amministrativa e finanziaria, nel senso che essi hanno la facoltà di determinare da sé i propri scopi e di decidere quali attività di produzione di beni ed attività, purché genericamente rivolte a realizzare fini sociali ed a promuovere lo sviluppo economico e civile della comunità locale di riferimento, assumere come doverose. Quel che rileva è perciò la scelta politico-amministrativa dell’Ente Locale di prendere in carico il Servizio, al fine di soddisfare in modo continuativo obiettive esigenze della comunità. I Giudici pongono in evidenza che, difettando una espressa definizione del “servizio pubblico locale”, il Consiglio di Stato, con la Sentenza n. 2396/2013, ha univocamente riconosciuto tale qualifica a “…quelle attività caratterizzate sul piano oggettivo dal perseguimento di scopi sociali e di sviluppo della Società civile, selezionati in base a scelte di carattere eminentemente politico, quanto alla destinazione delle risorse economiche disponibili ed all’ambito di intervento, e, su quello soggettivo, dalla riconduzione diretta o indiretta (per effetto di rapporti concessori o di partecipazione all’assetto organizzativo dell’Ente) ad una figura soggettiva di rilievo pubblico…La qualifica di ‘servizio pubblico locale’ (in contrapposizione a quella di appalto di servizi) è stata pertanto riconosciuta a quelle attività destinate a rendere una utilità immediatamente percepibile ai singoli o all’utenza complessivamente considerata, che ne sopporta i costi direttamente, mediante il pagamento di un’apposita tariffa, così che requisito essenziale della nozione di ‘servizio pubblico locale’ è la circostanza che il singolo o la collettività ricevano un vantaggio diretto, e non mediato, da un certo servizio”.

Più nello specifico, per quanto riguarda il “Servizio di teleriscaldamento”, è stato osservato dal Tar Lombardia con la Sentenza n. 1217/2014, che “…in assenza di una disposizione legislativa che ne preveda specificamente l’istituzione e la relativa disciplina, oppure che ne rimetta l’istituzione e l’organizzazione all’Amministrazione, il ‘Servizio di teleriscaldamento’ può genericamente ricondursi ai ‘servizi pubblici locali’ facoltativi di cui all’art. 112 del Dlgs. n. 267/2000, e deve dunque essere assunto dall’Ente Locale tramite un’inequivoca scelta politico–amministrativa”.

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