Sessione di Bilancio 2020: le osservazioni della Corte dei conti nell’Audizione di fronte alla Commissione Bilancio di Camera e Senato

Sessione di Bilancio 2020: le osservazioni della Corte dei conti nell’Audizione di fronte alla Commissione Bilancio di Camera e Senato

Di seguito l’aggiornamento relativo alla disamina della Corte dei conti sulle misure di interesse contenute nel “Ddl. Bilancio 2020-2022” davanti alla Commissione Bilancio in seduta congiunta di Camera e Senato. Per i Magistrati contabili, la cui delegazione dell’Istituto era composta dal Presidente della Corte dei conti, Angelo Buscema, dal Presidente di coordinamento delle Sezioni riunite in sede di controllo, Ermanno Granelli, dai Consiglieri, Enrico Flaccadoro,Massimo RomanoGiuseppe ImparatoeVincenzo Chiorazzo, e dal Primo Referendario, Angelo Maria Quaglini,

E’ indispensabile rivedere l’intero sistema di misure introdotto al fine di trovare un equilibrio tra riduzione della pressione fiscale e debito pubblico: “il frequente rinvio a provvedimenti ulteriori per la definizione effettiva delle misure contenute nelle manovre non contribuisce a superare le incertezze”. Incertezze che, finora, hanno “contribuito al generale rallentamento della nostra economia”.

Il rinvio a ulteriori provvedimenti – prosegue la Magistratura contabile, “riduce l’efficacia degli interventi, a causa dell’allungamento dei tempi necessari per la loro attuazione”. Occorre una riforma, poiché “dalla natura e dalla qualità delle misure proposte dipenderà la possibilità di incidere sulle aspettative di famiglie e imprese”, sottolinea la Corte dei conti.

Nella relazione della Corte pertanto si ribadisce il bisogno concreto di attuare un percorso di contenimento e riqualificazione della spesa, operando un’attenta selezione delle attività da continuare a finanziare e di quelle da abbandonare così da liberare risorse per una riduzione dell’onere fiscale e mantenere i conti pubblici su un percorso di riduzione del debito.

Viene rilevata tuttavia la difficoltà di un’attuazione immediata dell’assunto precedente proprio per il costo sociale che dei tagli alla spesa provocherebbero da un lato e dall’altro un effettivo abbattimento del debito per attuarle. “La prospettiva attuale rende difficile trovare il giusto dosaggio tra equilibrio di bilancio e sostegno all’economia – Se sul piano finanziario le reazioni più recenti dei mercati – “inducono ad un prudente ottimismo, lo stesso non vale per le condizioni della nostra economia, sempre in coda alla graduatoria europea”.

Pertanto, l’analisi contenuta nella relazione dell’Audizione parte dalle misure introdotte già con il Dl. n. 124/2019 cd. “Dl. Fiscale 2019”, volte al contrasto dell’evasione fiscale che, secondo la Corte, potrebbe aumentare le possibilità di successo, “estendendo l’obbligo di pagamento tracciato ad altri fenomeni economici che non danno luogo direttamente a detrazioni fiscali, quali il pagamento dei canoni di locazione immobiliare o la corresponsione degli emolumenti ai collaboratori familiari, settori questi ove notoriamente si registra una diffusa evasione fiscale”.

Nell’Audizione la Corte dei conti si è soffermata sui singoli Provvedimenti, partendo dalla “Plastic tax” affermando che “vanno tenuti presenti il notevole impatto finanziario della disposizione già nel 2020 – 1.079,5 milioni di Euro – e i conseguenti prevedibili riflessi sul sistema produttivo e distributivo nazionale”.

Nella relazione dell’Audizione, si evince il parere positivo della Corte relativamente all’abbandono del regime di “flat tax” fino a 100mila Euro, mentre “restano sostanzialmente in essere le perplessità manifestate a proposito del regime forfetario fino a 65mila Euro”, così come quelle “a proposito della disciplina introdotta dalla Legge n. 145 del 2018. Disciplina che appariva difficilmente compatibile con un Sistema fiscale incentrato su un’Imposta progressiva personale coerentemente con i Principi costituzionali”.

Un passaggio poi viene dedicato al Provvedimento sulle auto. Gli effetti della norma sui fringe benefit inserita nella Manovra potrebbe essere condizionata dai limiti dell’attuale offerta di veicoli con le caratteristiche considerate, accrescendo gli effetti meramente tributari della disposizione. La Corte si riferisce all’uso promiscuo delle auto aziendali e alla finalità della norma volta a favorire la diffusione delle auto a trazione elettrica o ibrida. L’incidenza della norma sulle entrate è quantificata in 332 milioni di Euro nel 2020 e oltre 2,2 miliardi complessivi negli anni dal 2021 al 2026.

Non mancano i rilievi sulla spesa: “un severo percorso di contenimento e riqualificazione della spesa rimane indispensabile. A tal fine occorre operare un’attenta selezione delle attività da continuare a finanziare e di quelle da abbandonare; e ciò per rendere compatibile liberare risorse per una riduzione dell’onere fiscale e mantenere i conti pubblici su un percorso di riduzione del debito”.

Quanto al carcere agli evasori, nella relazione si legge che le norme rappresentano una “riforma di ampio respiro, che comporta in primo luogo l’innalzamento della misura delle pene edittali per la maggior parte delle fattispecie incriminatrici, l’abbassamento per taluni delitti delle soglie di rilevanza penale dell’imposta evasa o degli elementi attivi sottratti all’imposizione”. Ulteriori interventi riguardano l’individuazione di “una nuova fattispecie penale nei confronti dei committenti di un’opera o di un servizio ad un’impresa, e l’estensione della confisca allargata”.

Dunque la riforma – prosegue la Corte – “se accompagnata dalla potenzialità operativa necessaria degli Organi preposti, potrà fornire una risposta significativa alle più gravi forme di evasione fiscale riservate all’intervento penale”.

Infine, la Corte certifica che la Manovra, composta da “Ddl. Bilancio 2020-2022” e “Dl. fiscale 2019”, vale 31,7 miliardi nel 2020, 32,6 nel 2021 e 27,4 miliardi nel 2022, spiegando che gli effetti finanziari sono calcolati facendo riferimento non alle somme allocate nei fondi di spesa (come riduzioni) ma alle fonti primarie (maggiori entrate) del “Decreto Fiscale 2019” che alimentano i Fondi per riduzione della pressione fiscale e per contributi pluriennali a copertura delle misure della legge di bilancio).


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