Sostituzione d’imposta: gli assegni per lo svolgimento della Leva civica volontaria regionale rientrano tra i redditi assimilati

Sostituzione d’imposta: gli assegni per lo svolgimento della Leva civica volontaria regionale rientrano tra i redditi assimilati

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta all’istanza di Interpello n. 82 del 22 novembre 2018 ha chiarito che gli assegni per lo svolgimento della Leva civica volontaria regionale rientrano tra i redditi assimilati ai redditi di lavoro dipendente, di cui all’art. 50, comma 1, lett. c-bis), del Dpr. n. 917/86 (Tuir).

Nel caso di specie una ragazza ha sottoscritto un contratto di Leva civica volontaria regionale con una Associazione dei Comuni per un periodo di 12 mesi, in virtù del quale ha ricevuto una CU per un reddito di 3.036,60 Euro, percependo un contributo mensile.

Il genitore interpellante ha chiesto, pertanto, se può considerare la propria figlia quale familiare a carico, fruendo in dichiarazione delle relative detrazioni, nonché di sapere se la CU emessa è corretta o se l’importo debba essere inserito nell’apposito quadro della Certificazione unica relativa ai redditi esenti.

L’Agenzia ha ricordato che la Circolare n. 24/04 e la successiva Risoluzione n. 127/17 hanno precisato che, in mancanza dei presupposti che consentano di configurare il rapporto di impiego dei volontari come un vero e proprio rapporto di lavoro dipendente, le somme percepite per il servizio di volontariato civile, ai sensi della normativa di settore, devono essere qualificate quali redditi di collaborazione coordinata e continuativa, ai sensi dell’art. 50, comma 1, lett. c-bis), del Tuir, ovvero redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.

Ne consegue che il sostituto d’imposta deve operare la ritenuta alla fonte a titolo di acconto ai sensi dell’art. 24, del Dpr. n. 600/1973, rilasciare la CU e presentare il Modello 770, nonché applicare l’Irap.

Nel caso di specie, l’istante ha chiesto di sapere se, a seguito dell’entrata in vigore del Dlgs. 6 marzo n. 40/17, concernente l’istituzione e la disciplina del “Servizio civile universale”, anche gli assegni percepiti per lo svolgimento della Leva civica volontaria regionale siano esenti da imposizioni tributarie, al pari degli assegni del “Servizio civile universale”.

L’Agenzia, dopo aver ricordato i contenuti del citato Decreto, e richiamati quelli del contratto di Leva civica volontaria regionale, ha concluso che il regime giuridico del servizio civile universale è diverso rispetto a quello del servizio civile regionale.

Tale distinzione induce a ritenere che non si possa applicare il trattamento tributario agevolato riservato al nuovo “Servizio civile universale” anche a quello della regione tenuto conto, peraltro, che, in linea generale, le norme che stabiliscono agevolazioni, in particolar modo se di natura fiscale, non possono essere applicate, in via analogica, a fattispecie diverse da quelle espressamente indicate nella disposizione stessa.

A supporto l’Agenzia ha riportate anche il Parere Prot. n. 102361 del 21 maggio 2018 della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale – Servizio Affari giuridici e Contenzioso, con cui è stata evidenziata la peculiarità della natura giuridica e dei presupposti costituzionali del servizio civile universale, che non consente in alcun modo l’assimilazione ai servizi civili regionali.

Sulla base delle osservazioni svolte, l’Agenzia ha ritenuto che gli importi percepiti dalla figlia dell’istantee derivanti dal contratto di Leva civica volontaria regionale siano produttivi di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente ai sensi dell’art. 50, comma 1, lett. c-bis), del Tuir, redditi che concorrono alla formazione del reddito complessivo del percipiente (art. 8, comma 1, del Tuir), rilevando ai fini del limite di reddito (Euro 2.840,51) previsto dall’art. 12, comma 2, del Tuir per essere considerato familiare fiscalmente a carico.


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