Sottoscrizione degli avvisi di accertamento: la delega di firma deve essere chiara e puntuale

Sottoscrizione degli avvisi di accertamento: la delega di firma deve essere chiara e puntuale

Commissione Tributaria regionale per la Lombardia, sede di Milano, Sentenza n.1411/13/2017 del 30 marzo 2017

La Ctr. della Lombardia, con la recente ed articolata Sentenza n. 1411/17, ha statuito l’annullamento di un avviso di accertamento, emesso dall’Agenzia delle Entrate, in quanto sottoscritto da un Funzionario di terza area, sulla base di una delega generica e priva di elementi identificativi, in contrasto con il principio di cui all’art. 42 del Dpr. n. 600/73.

La decisione è degna di rilievo giuridico e merita di essere condivisa, poiché è correttamente motivata.

Per sopperire alle carenza di organico dirigenziale ci si affida al modello dell’affidamento di mansioni superiori ad impiegati appartenenti ad un livello inferiore e l’istituto della cosiddetta “reggenza”. Il primo modello, disciplinato ex art. 52 del Dlgs. n. 165/01, prevede l’affidamento al lavoratore di mansioni superiori, nel caso di vacanza di posto in organico, per non più di 6 mesi prorogabili fino a 12, qualora siano state avviate le procedure per la copertura dei posti vacanti, ma è applicabile solo nell’ambito del sistema di classificazione dei personale dei livelli, non già delle qualifiche, e in particolare non è applicabile laddove sia necessario il passaggio dalla qualifica di Funzionario a quella di Dirigente.

Il secondo modello, la “reggenza”, è regolato in generale dall’art. 20 del Dpr. 8 maggio 1987, n. 266 e si differenzia dal primo perché serve a colmare vacanze nell’Ufficio determinate da cause imprevedibili, e viceversa si avvicina ad esso poichèè possibile farvi ricorso a condizione che sia stato avviato il procedimento per la copertura del posto vacante, e nei limiti di tempo previsti per tale copertura.

Straordinarietà e temporaneità sono le caratteristiche essenziali dell’istituto: la Commissione ha ravvisato che il fatto controverso non riscontra nessuno dei detti modelli; viene in rilievo l’istituto dei conferimento di potere rappresentativo a mezzo di delega di funzione.

Non ricorrendo uno dei modelli tipici di sostituzione nell’attività altrui, la validità del potere rappresentativo non si valuta in astratto ma in concreto. Occorre cioè sindacare in concreto il provvedimento amministrativo che contiene il potere conferito al Funzionario di incidere, in misura negativa e incisiva, sulle situazioni giuridiche soggettive altrui. Trattandosi dei conferimento di un potere pubblico siffatto, la delega deve essere specifica, chiara ed identificabile nei suoi dati topici (dove è conferita), storici (quanto è conferita)funzionali (per quali funzioni). Una delega che sia sfornita di detti elementi non è idonea a conferire al sostituto il potere d’azione di cui e titolare il conferente.

Rispetto a questi elementi, correttamente il Giudice tributario ha verificato l’esistenza un vizio di delega che ha determinato la nullità dell’atto di accertamento sottoscritto e notificato al contribuente.

di Stefania Santorelli


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