Specifiche tecniche: Principio di equivalenza

Specifiche tecniche: Principio di equivalenza

Nella Sentenza n. 1863 del 4 marzo 2021 del Consiglio di Stato, i Giudici ricordano che, in materia di appalti di forniture, trova generale applicazione il Principio, di matrice comunitaria, dell’equivalenza, diretto a tutelare la libera concorrenza e la par condicio tra i partecipanti alle gare. Esso è oggi riassunto nell’art. 68 del Dlgs. n. 50/2016 che attua l’art. 42 della Direttiva 2014/24/UE. In base a tale Principio, l’offerente può fornire con qualsiasi mezzo appropriato la prova che le soluzioni proposte ottemperano in maniera equivalente ai requisiti definiti dalle specifiche tecniche, fermo restando che la Stazione appaltante deve essere messa nelle condizioni di svolgere una verifica effettiva e proficua della dichiarata equivalenza. Il Principio di equivalenza riempie l’intera disciplina dell’evidenza pubblica.

La possibilità di ammettere, a seguito di valutazione della Stazione appaltante, prodotti aventi specifiche tecniche equivalenti a quelle richieste risponde al principio del favor partecipationis e costituisce altresì espressione del legittimo esercizio della discrezionalità tecnica da parte dell’Amministrazione. Peraltro, il Principio di parità di trattamento e l’obbligo di trasparenza esigono che l’offerente provi l’equivalenza dei suoi prodotti contestualmente all’offerta. Il Principio trova altresì applicazione indipendentemente da espressi richiami negli atti di gara o da parte dei concorrenti, in tutte le fasi della procedura di evidenza pubblica. Esso è testualmente riferibile sia all’offerta nel suo complesso sia al punteggio ad essa spettante per taluni aspetti, poiché la ratio della valutazione di equivalenza è la medesima quali che siano gli effetti che conseguono alla difformità. I concorrenti non sono pertanto onerati di una apposita formale dichiarazione circa l’equivalenza funzionale del prodotto offerto, potendo la relativa prova essere fornita con qualsiasi mezzo appropriato. La Commissione di gara può effettuare la valutazione di equivalenza anche in forma implicita, ove dalla documentazione tecnica sia desumibile la rispondenza del prodotto al requisito previsto dalla lex specialis. Negli appalti di fornitura, la produzione in sede di offerta delle schede tecniche dei prodotti è perciò generalmente ritenuta idonea a consentire alla Stazione appaltante lo svolgimento del giudizio di idoneità tecnica dell’offerta e di equivalenza dei requisiti del prodotto offerto alle specifiche tecniche. Dunque, una volta che l’Amministrazione, anche implicitamente, abbia proceduto in tal senso, la scelta tecnico–discrezionale può essere inficiata soltanto qualora se ne dimostri l’erroneità. Resta inoltre fermo che “la difformità dell’offerta rispetto alle caratteristiche tecniche previste nel capitolato di gara per i beni da fornire può risolversi in un aliud pro alio’ idoneo a giustificare, di per sé, l’esclusione dalla selezione; tale rigido automatismo, valido anche in assenza di un’espressa comminatoria escludente, opera tuttavia solo nel caso in cui le specifiche tecniche previste nella legge di gara consentano di ricostruire con esattezza il prodotto richiesto dall’Amministrazione pubblica e di fissare in maniera analitica ed inequivoca determinate caratteristiche tecniche come obbligatorie ed indefettibili”.


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