Spese di personale: indennità di mancato preavviso

Spese di personale: indennità di mancato preavviso

Nella Delibera n. 414 del 6 novembre 2019 della Corte dei conti Lombardia, un Sindaco ha chiesto un parere sulla possibilità di considerare l’indennità di mancato preavviso quale onere straordinario della gestione e non quale onere retributivo che rientri nel tetto di spesa del personale trattandosi di spesa non derivante da scelte discrezionali dell’Ente. Inoltre, è stato chiesto se, in caso contrario, si possa derogare per l’anno 2019 al tetto di spesa del personale, motivando il mancato rispetto del limite anche in considerazione dell’immediato rientro nel limite a partire dall’anno successivo essendo la programmazione in assoluta coerenza con tale rispetto. Infine, l’Ente ha interrogato i Giudici contabili circa la possibilità di finanziare tale indennità mediante applicazione dell’avanzo di amministrazione trattandosi di spesa a carattere eccezionale e non ricorrente.

La Sezione ha rilevato che l’indennità sostitutiva del mancato preavviso va computata tra le spese di personale ai fini del rispetto dei relativi vincoli di finanza pubblica, in considerazione della natura retributiva che connota tale emolumento. Tuttavia, il Comune non può sottrarsi al pagamento della spesa, non derivante da una volontà espansiva della dinamica retributiva, ma causata da un sopravvenuto evento straordinario quale il decesso di un dipendente, e pertanto, rientra nelle autonome determinazioni dell’Ente provvedere al pagamento dell’indennità in parola secondo modalità esecutive che risultino compatibili con i vincoli di finanza pubblica in tema di spesa del personale, ivi compreso l’utilizzo della quota libera dell’avanzo di amministrazione dell’esercizio precedente, accertato nel rendiconto, ai sensi dell’art. 187 del Dlgs. n. 267/2000, trattandosi di spesa corrente a carattere non permanente.


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