Spese per acquisto arredi, convegni, mostre, pubblicità e rappresentanza: modalità di calcolo dei limiti per “consumi intermedi”

Spese per acquisto arredi, convegni, mostre, pubblicità e rappresentanza: modalità di calcolo dei limiti per “consumi intermedi”

Nella Delibera n. 46 dell’11 maggio 2016 della Corte dei conti Emilia Romagna, sono stati formulati 2 quesiti sull’applicazione di disposizioni nazionali di contenimento delle spese. Nello specifico, il primo quesito riguarda l’interpretazione del limite di spesa per l’acquisto di arredi previsto dall’art. 1, comma 141 della Legge n. 228/12, mentre il secondo riguarda l’interpretazione dell’art. 6, comma 8, del Dl. n. 78/10, convertito dalla Legge n. 122/10. La Sezione, in relazione al primo quesito, afferma che il disposto del richiamato art. 1, comma 141, della Legge n. 228/2012, non sia preclusiva per l’Ente di spese per arredi finanziate da soggetti da privati, di spese cioè non poste a carico del bilancio dell’Ente. In relazione al secondo quesito, potrà ritenersi rispettoso del disposto della norma citata (art. 6, comma 8, del Dl. n. 78/10) il reimputare in modo figurativo al bilancio dell’Ente per il 2009 la spesa già affidata dal Comune all’Istituzione culturale, soggetto peraltro privo di personalità giuridica, per l’organizzazione di convegni, mostre, pubblicità e rappresentanza (calcolando sul totale così ottenuto il limite del 20%); e ciò alla duplice condizione:

  1. che nel 2009 fino al 2016 risulti, nel bilancio del Comune, una posta in uscita per finanziarie la predetta Istituzione;
  2. che, nei predetti esercizi finanziari, l’Istituzione culturale riporti nel proprio bilancio spese per l’organizzazione di convegni, mostre, pubblicità e rappresentanza. Tale ultimo importo costituirà il parametro in relazione al quale calcolare il limite del 20% previsto dalla norma citata.

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