Spese per investimenti finanziate da entrate correnti

Spese per investimenti finanziate da entrate correnti

Nella Delibera n. 110 del 14 settembre 2021 della Corte dei conti Sicilia, un Sindaco chiede se l’art. 6, comma 1, della Lr. Sicilia n. 5/2014 – il quale prevede che nell’ambito dei trasferimenti regionali di parte corrente i Comuni possono destinare il 2% a spese da effettuare previa attuazione di forme di democrazia partecipata ovvero utilizzando strumenti che coinvolgono la cittadinanza per la scelta di azioni di interessi comuni – possa essere utilizzato per spese di investimento.

La Sezione osserva in proposito che la norma regionale in questione trova riferimento nell’art. 199, comma 1, lett. a), del Dlgs. n. 267/2000 (Tuel), ove si prevede che gli Enti Locali possono utilizzare entrate correnti destinate per legge agli investimenti.

Nel caso in questione, la norma regionale non prevede un divieto di utilizzo della suddetta percentuale di trasferimenti correnti per spese di investimenti qualora, come in questo caso, il Legislatore non lo abbia vietato espressamente ma abbia lasciato per la percentuale del 2% agli Enti Locali ampia scelta di utilizzazione di tali spese, da effettuarsi però mediante i procedimenti di democrazia partecipata; ovviamente, tale possibilità è subordinata alla specifica appostazione nel bilancio di previsione di tale percentuale negli Interventi e Capitoli per spese di investimento e all’effettuazioni di tali spese nel rispetto della modifica prevista dall’art. 6, comma 2, della Lr. n. 9/2015, ossia entro l’esercizio finanziario successivo cioè il 31 dicembre dell’anno successivo all’approvazione del bilancio di previsione di riferimento. Pertanto, sulla base delle suddette premesse, è possibile, ai sensi dell’art. 6, comma 1, della Lr. Sicilia n. 5/2014, utilizzare il 2% dei trasferimenti correnti per spese di investimento nel rispetto delle procedure previste dalla stessa norma e nel rispetto del termine sopra riportato. 


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