Spese relative al Referendum: i Comuni devono inviare i Prospetti alle Prefetture

Spese relative al Referendum: i Comuni devono inviare i Prospetti alle Prefetture

Con il Comunicato 24 marzo 2020, il Dipartimento per la Finanza locale informa che diversi Comuni stanno inviando direttamente al Ministero, agli indirizzi e-mail indicati nella Circolare n. 8 del 2020, i Prospetti relativi alle spese sostenute per il periodo dal 3 febbraio al 5 marzo 2020 riguardanti le consultazioni referendarie del 29 marzo revocate con Dpr. 5 marzo 2020.

I Comuni – ricorda la Finanza locale – devono inviare il Prospetto delle spese alle competenti Autorità (Prefetture, Commissariati del Governo di Bolzano e di Trento e Regione della Valle d’Aosta) e non al Ministero dell’Interno. Sarà poi cura delle Autorità riepilogare in un unico Prospetto le spese e trasmetterlo alla Direzione centrale, agli indirizzi e-mail indicati.

Le scadenze per l’invio del Prospetto delle spese sostenute per le consultazioni relative al Referendum del 29 marzo dai Comuni alle Prefetture e da queste ultime al Ministero dell’Interno sono, rispettivamente, il 10 e il 22 aprile 2020. Il termine fissato per i Comuni per trasmettere alle Prefetture il Prospetto riepilogativo delle spese sostenute dal 3 febbraio al 5 marzo 2020 per le consultazioni, revocate per l’emergenza legata al “Covid-19” – fissato inizialmente al 20 marzo 2020 – è stato spostato al 10 aprile 2020 a causa delle obiettive difficoltà operative dovute alla situazione, con la Circolare n. 8 del 2020 della Finanza locale del Viminale.

I Comuni dovranno contabilizzare tutte le spese sostenute e rimborsabili dallo Stato. In particolare, si tratta delle spese per la retribuzione di prestazione di lavoro straordinario, spese per assunzione di personale a tempo determinato, spese relative a stampati non forniti direttamente dallo Stato, spese per l’eventuale acquisto di cabine elettorali e di materiale di consumo vario per le Sezioni elettorali, spese per la propaganda elettorale, spese postali e ulteriori spese purché legittimamente assunte e indispensabili per l’organizzazione tecnica delle consultazioni.


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