“Split payment”: alcuni chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate in occasione dei consueti videoforum di inizio anno

“Split payment”: alcuni chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate in occasione dei consueti videoforum di inizio anno

L’Agenzia delle Entrate – Direzione centrale Normativa, con la Circolare n. 6/E del 19 febbraio 2015, avente ad oggetto “Chiarimenti interpretativi relativi a quesiti posti in occasione degli eventi Videoforum Italia Oggi, Telefisco Sole 24 ore e Forum lavoro”, ha fornito, tra le altre cose, alcuni chiarimenti anche in materia di “split payment” ai punti 8.5, 8.6 e 8.7.

Riportiamo di seguito i quesiti posti e le risposte fornite, sottolineando le conclusioni dell’Amministrazione finanziaria, e rinviando, per il commento completo alle altri parti della Circolare di interesse per gli Enti Locali, al prossimo numero della Rivista.

8.5 Split payment e regimi speciali Iva

Domanda

Si chiede conferma che le operazioni soggette a regimi speciali Iva che non prevedono l’evidenza dell’Imposta in fattura (es. regime del margine, agenzie di viaggio, regime di franchigia delle piccole imprese), pur in mancanza di espressa previsione normativa, devono ritenersi escluse dal meccanismo dello ‘split payment’.

Risposta

L’art. 1, comma 629, lett. b), della ‘Legge di stabilità 2015’ ha introdotto l’art. 17-ter del Dpr. n. 633/72, che dispone l’adozione del modello di scissione dei pagamenti, c.d. ‘split payment’ per le operazioni effettuate nei confronti di determinati Enti pubblici. Secondo la nuova disposizione, ‘per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi effettuate nei confronti degli Enti pubblici interessati, per i quali i suddetti cessionari o committenti non sono debitori d’imposta ai sensi delle disposizioni in materia di imposta sul valore aggiunto, l’Imposta è in ogni caso versata dai medesimi…’.

In base a questo meccanismo le Pubbliche Amministrazioni, ancorché non rivestano la qualità di soggetto passivo dell’Iva, devono versare direttamente all’Erario, l’Imposta sul valore aggiunto che è stata addebitata loro dai fornitori. Questi ultimi, infatti, devono emettere regolarmente la fattura con le indicazioni prescritte dall’art. 21 del Dpr. n. 633/72, tra cui l’evidenziazione dell’Imposta, apponendo l’annotazione ‘scissione dei pagamenti’ sulla medesima.

Conseguentemente, il predetto meccanismo non trova applicazione in relazione alle operazioni assoggettate a regimi speciali che non prevedono l’evidenza dell’Imposta in fattura e che ne dispongono l’assolvimento secondo regole proprie.

8.6 Split payment e regolarizzazioni

Domanda

Nel caso in cui l’Ente pubblico, in veste di soggetto passivo, riceva una fattura indicante l’Iva in misura inferiore a quella dovuta, è corretto ritenere che l’Imposta indicata dal fornitore debba essere pagata ai sensi dell’art. 17-ter, del Dpr. n. 633/72, mentre quella regolarizzata ai sensi dell’art. 6, comma 8, Dlgs n. 471/97 debba essere corrisposta distintamente, con le modalità previste per tale regolarizzazione ?

Risposta

Il meccanismo di scissione dei pagamenti di cui all’art. 17-ter del Dpr. n. 633/72 prevede che le Pubbliche Amministrazioni acquirenti di beni e servizi, ancorché non rivestano la qualità di soggetto passivo dell’Iva, devono versare direttamente all’Erario l’Imposta sul valore aggiunto che è stata addebitata loro dai fornitori. Pertanto, fermo restando il versamento dell’Imposta addebitata in fattura secondo le regole proprie dello ‘split payment’, nell’ipotesi in cui le Pubbliche Amministrazioni ricevano una fattura indicante l’Iva in misura inferiore a quella dovuta, per acquisti di beni e servizi effettuati nell’esercizio di un’attività commerciale, le stesse dovranno fare ricorso alla procedura di regolarizzazione di cui all’art. 6, comma 8, Dlgs n. 471/97 e, quindi, l’Imposta oggetto di regolarizzazione dovrà essere corrisposta con le modalità previste da tale procedura.

8.7 Split payment e ritenute

Domanda

La norma sullo ‘split payment’ esclude da questa modalità di versamento dell’Iva i compensi per prestazioni di servizi ‘assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo di Imposta sul reddito’. È giusto intendere che questa espressione si riferisce a ritenute, a titolo di acconto, da scomputare dalle Imposte sul reddito del percipiente ?

Risposta

La ‘Legge di stabilità 2015’ ha introdotto nel Decreto Iva il nuovo art. 17-ter che, nel prevedere la particolare disciplina dello ‘split payment’, stabilisce espressamente che questa ‘non si applica ai compensi per prestazioni di servizi assoggettati a ritenute alla fonte a titolo d’Imposta sul reddito’. Si ritiene, pertanto, che il Legislatore con l’espressione ‘a titolo d’Imposta sul reddito” abbia voluto fare riferimento anche alle ritenute a titolo di acconto.

Circolare AE n. 6-2015


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