Tari: approvati da Arera gli schemi e gli allegati al “Pef 2022-2025”

Tari: approvati da Arera gli schemi e gli allegati al “Pef 2022-2025”

È stata pubblicata sul sito web istituzionale dell’Arera la Determinazione n. 2/DRif/2021 del 4 novembre 2021, rubricata “Approvazione degli schemi tipo degli atti costituenti la proposta tariffaria e delle modalità operative per la relativa trasmissione all’Autorità, nonché chiarimenti su aspetti applicativi della disciplina tariffaria del ‘Servizio integrato dei rifiuti’ approvata con la Deliberazione 363/2021/r/rif (mtr-2) per il secondo periodo regolatorio 2022-2025”.

Con la Determinazione in commento, l’Autorità ha approvato i seguenti documenti, necessari per l’approvazione del Pef Tari 2022-2025:

  • Tool di calcolo del Pef, contenente lo schema da trasmettere all’Autorità (Allegato 1), e la relativa Guida alla compilazione;
  • Relazione di accompagnamento (Allegato 2);
  • Dichiarazione di veridicità (Allegato 3)
  • Dichiarazione di veridicità Comuni (Allegato 4).

Oltre all’approvazione dei predetti schemi, l’Autorità ha fornito chiarimenti in merito alla determinazione di alcune componenti di costo da inserire all’interno del Pef, oltre ad alcuni chiarimenti applicativi.

Ai fini della determinazione delle entrate tariffarie di riferimento, i criteri applicati e le eventuali specificità che caratterizzano la valorizzazione delle partite di costo e di ricavo necessarie per la predisposizione del Piano economico finanziario quadriennale di cui ai commi successivi devono essere opportunamente illustrate nella relazione di accompagnamento.

I costi e i ricavi relativi ad eventuali Infrastrutture condivise da più ambiti e/o da attività esterne al “Servizio integrato di gestione dei rifiuti urbani” (quali ad esempio i ricavi derivanti dal trattamento dei rifiuti speciali), sono attribuiti al singolo ambito tariffario e/o al “Servizio integrato di gestione dei rifiuti urbani”:

a) tramite il ricorso alla contabilità separata per ciascun ambito tariffario e/o servizio;

b) in subordine, applicando opportuni driver, definiti secondo criteri di ragionevolezza e verificabilità.

Il limite alla crescita annuale delle entrate tariffarie si deve applicare, afferma Arera, con riferimento al totale delle entrate relative al singolo ambito tariffario.

Come nel previgente “Mtr”, dal totale dei costi del Pef sono sottratte le seguenti entrate:

a) il contributo del Miur per le Istituzioni scolastiche statali ai sensi dell’art. 33-bis del Dl. n. 248/2007;

b) le entrate effettivamente conseguite a seguito dell’attività di recupero dell’evasione;

c) le entrate derivanti da procedure sanzionatorie;

d) le ulteriori partite approvate dall’Ente territorialmente competente.

Inoltre, in presenza di avvicendamenti gestionali, non siano disponibili i dati di costo di cui all’art. 7 del “Mtr-2”, il gestore subentrante tenuto alla predisposizione del piano economico finanziario deve:

a) nei casi di avvicendamenti gestionali aventi decorrenza negli anni 2020 o 2021:

• utilizzare i dati parziali disponibili – ossia riferiti al periodo di effettiva operatività – opportunamente riparametrati sull’intera annualità;

• determinare le componenti a conguaglio di cui all’art. 2, comma 1, lett. c), della Deliberazione 363/2021/R/Rif, facendo riferimento al periodo di effettiva operatività del gestore;

b) nei casi di avvicendamenti gestionali aventi decorrenza a partire dall’anno di riferimento del Piano economico finanziario e, qualora non si disponga di dati effettivi parziali, fare ricorso alle migliori stime dei costi del servizio per il medesimo anno.

Ai fini della determinazione della componente Ar, i ricavi derivanti da incentivi all’energia prodotta da fonti rinnovabili sono valorizzati in continuità con quanto disposto dagli Etc.

La componente Coal comprende anche il contributo di funzionamento di Arera, che deve essere indicato secondo i seguenti criteri:

  • per l’anno 2022, in base al contributo versato per l’anno 2020. Devono essere rettificati, precisa l’Autorità, i valori iscritti a bilancio 2020 relativi alle quote già eventualmente riconosciute nel precedente “Mtr”;
  • per l’anno 2023, la valorizzazione avviene sulla base del dato desunto da fonti contabili obbligatorie dell’anno a-2.

Anche con riferimento alla componente Acc, il valore del “Fcde” Tari da inserire nell’anno a è quello risultante dalle fonti contabili obbligatorie relative all’anno a-2.

L’Ente territorialmente competente, su proposta del gestore, valorizza i contratti di leasing operativo e leasing finanziario considerando le relative immobilizzazioni nelle componenti di costo dei costi d’uso del capitale e, contestualmente, includendo i canoni riconosciuti dal gestore al proprietario del bene oggetto del contratto di leasing nelle poste rettificative dei costi operativi. I canoni di leasing possono essere considerati ai fini della determinazione dei costi operativi incentivanti.

Infine, il valore contenuto nel vettore che esprime il deflatore degli Investimenti fissi lordi con base 1 nel 2022, relativo all’anno 2002, è pari a 1,319.


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