Tari: online le Istruzioni per il pagamento del contributo di funzionamento dell’Arera per l’anno 2022

Tari: online le Istruzioni per il pagamento del contributo di funzionamento dell’Arera per l’anno 2022

È stata pubblicata sul sito web istituzionale dell’Arera la Determinazione n. 85/Dagr/2021 del 27 ottobre 2022, rubricata “Definizione delle modalità operative relative al versamento del contributo per il funzionamento dell’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente per l’anno 2022”.

Con la Determinazione citata, Arera ha definito le Istruzioni tecniche per il calcolo del contributo per il funzionamento dell’Autorità per l’anno 2022, il cui versamento deve essere effettuato entro il 30 novembre 2022 da parte dei soggetti obbligati al versamento ed operanti nei Settori dell’Energia elettrica, del Gas, dei Servizi idrici e del Ciclo dei rifiuti, mentre entro il 31 gennaio 2023 deve essere resa la dichiarazione inerente i dati relativi alla contribuzione.

Per quanto riguarda il Settore dei Rifiuti, l’aliquota del contributo di funzionamento, stabilita dalla Deliberazione Arera n. 460/2022/A del 27 settembre 2022, è pari allo 0,30 per mille dei ricavi dell’anno 2021, così come risultanti dall’ultimo bilancio approvato.

Sono tenuti al versamento tutti i soggetti operanti nel Settore, in una o più attività che li compongono, le quali sono individuate sulla base del contenuto della Deliberazione Arera n. 443/2019, ovverosia:

spazzamento e lavaggio delle strade;

  • raccolta e trasporto dei rifiuti urbani;
  • spazzamento e lavaggio delle strade;
  • gestione tariffe e rapporti con gli utenti, tale attività non costituisce base imponibile;
  • recupero dei rifiuti urbani;
  • smaltimento dei rifiuti urbani.

Sono esonerati dal versamento del contributo i soggetti che non svolgono alcuna delle attività sopra riportate e che presentano una delle seguenti caratteristiche:

  • svolgimento esclusivo dell’attività di lavorazione di sostanze od oggetti secondo le condizioni di cui all’art. 184-ter, comma 1, del Dlgs. n. 152/2006;
    • svolgimento esclusivo delle operazioni di autocompostaggio, compostaggio di comunità e compostaggio locale, ai sensi della normativa vigente.

Per quanto riguarda la determinazione dei ricavi, occorre comprendere quelli derivanti dalle attività sopra riportate. Arera precisa inoltre che, in caso di gestione, sia di rifiuti urbani, sia di rifiuti speciali, la valutazione della base imponibile per il calcolo del contributo richiederà necessariamente un’operazione di calcolo dei ricavi afferenti ai soli servizi di gestione dei rifiuti urbani e assimilati. Inoltre, qualora i ricavi delle vendite riguardino anche prodotti finiti, intesi ad esempio ricavi da vendita di materia prima seconda, dovrà procedersi allo scomputo di tali ricavi dalla base imponibile da assoggettare al contributo, indipendentemente dall’origine del rifiuto che ha dato luogo a tale prodotto finito e dalle operazioni che vengono compiute sul rifiuto medesimo.

Anche i Comuni che gestiscono il Ciclo dei rifiuti in economia sono tenuti al versamento del contributo e alla presentazione della dichiarazione. Per essi, la base imponibile si desume dai ricavi presenti all’interno del Pef e riconducibili all’effettiva quota di attività svolta senza considerare le quote di ricavi attribuibili ai servizi non compresi nel perimetro definito dall’Autorità. I Comuni che svolgono esclusivamente l’attività di gestione tariffe e rapporti con gli utenti e/o l’attività di spazzamento e lavaggio delle strade senza svolgere in proprio le altre attività del Ciclo dei rifiuti sono esentati dall’obbligo di versamento del contributo di funzionamento, pur rimanendo obbligatoria la presentazione della dichiarazione.

Non rientrano nel calcolo dei ricavi:

  • ricavi da vendita di prodotti finiti e assistenza post-vendita;
  • poste rettificative dei costi quali gli incrementi delle immobilizzazioni, le variazioni dei lavori in corso e le variazioni delle rimanenze dell’esercizio;
  • proventi finanziari e i dividendi.

Qualora dalla quantificazione dei ricavi moltiplicati per l’aliquota sopra riportata ne derivi un importo da pagare inferiore ad Euro 100,00, non è dovuto alcun versamento, fermo restando l’adempimento dell’obbligo dichiarativo entro il 31 gennaio 2023 mediante compilazione dell’apposito form contenuto all’interno della Sezione “Raccolta dati” del sito web di Arera.

Per regolarizzare eventuali partite pregresse è necessario richiedere, tramite mail all’indirizzo contributoannipregressi@arera.it, la riapertura per i singoli anni delle dichiarazioni on line. L’importo da regolarizzare, comprensivo degli interessi legali maturati, dovrà essere versato con le stesse modalità già previste per il versamento del contributo per l’anno 2022.


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