Tarsu: è a carico del contribuente la dimostrazione che aree o locali da lui posseduti non sono in grado di produrre rifiuti

Tarsu: è a carico del contribuente la dimostrazione che aree o locali da lui posseduti non sono in grado di produrre rifiuti

Nell’Ordinanza n. 1711 del 23 gennaio 2017 della Corte di Cassazione, un contribuente ha impugnato l’avviso di accertamento Tarsu con il quale un Comune chiedeva l’esazione della Tassa anche per un garage pertinenziale all’abitazione principale. La Suprema Corte rileva che il presupposto impositivo della Tarsu è l’occupazione o la detenzione di locali ed aree scoperte a qualsiasi uso adibiti. Ai sensi dell’art. 62, comma 2, del Dlgs. n. 507/93, non sono soggetti alla Tassa i locali e le aree che non possono produrre rifiuti o per la loro natura o per il particolare uso cui sono stabilmente destinati o perché risultino in obiettive condizioni di non utilizzabilità nel corso dell’anno, qualora tali circostanze siano indicate nella denuncia originaria o di variazione e debitamente riscontrate in base ad elementi obiettivi direttamente rilevabili o ad idonea documentazione. L’art. 62 pone quindi a carico dei possessori di immobili una presunzione legale relativa di produzione di rifiuti. Ne consegue che l’impossibilità dei locali o delle aree a produrre rifiuti per loro natura o per il particolare uso, prevista dall’art. 62, comma 2, non può essere ritenuta in modo presunto dal Giudice tributario, essendo onere del contribuente indicare, nella denuncia originaria o di variazione, le obiettive condizioni di inutilizzabilità, le quali devono essere debitamente riscontrate in base ad elementi obiettivi direttamente rilevabili o ad idonea documentazione.

Con particolare riferimento agli immobili adibiti a garage, il contribuente deve indicare gli elementi oggettivi che dimostrino che non vi si producano rifiuti, anche attraverso idonea documentazione, in modo che l’Ente impositore possa fare le opportune verifiche e disporre l’esenzione o effettuare eventuali sgravi per annualità pregresse. Ne consegue che l’impossibilita dei locali o delle aree a produrre rifiuti per loro natura o per particolare uso deve essere dimostrata dal contribuente, mediante l’indicazione, nella denuncia originaria o di variazione, delle obiettive condizioni di inutilizzabilità. In mancanza di tale prova, l’Ufficio può e deve pretendere il pagamento della Tassa.


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