Termine di approvazione del bilancio: recupero Tributi erariali

Termine di approvazione del bilancio: recupero Tributi erariali

Nella Delibera n. 412 del 6 novembre 2019 della Corte dei conti Lombardia, un Sindaco ha chiesto un parere sulle modalità di applicazione dell’art. 1, comma 1091, della Legge n. 145/2018, con il quale è stata riconosciuta agli Enti Locali la possibilità, previa adozione di uno specifico Regolamento, di destinare il maggiore gettito (accertato e riscosso) derivante dagli accertamenti dell’Imu e della Tari al potenziamento delle risorse strumentali degli Uffici comunali preposti alla gestione delle entrate e al trattamento accessorio del personale dipendente. In particolare, è stato chiesto se, al suddetto fine, il bilancio di previsione avrebbe dovuto essere approvato entro il 31 dicembre oppure entro il termine prorogato al 31 marzo 2019. La Sezione ha rilevato che il termine di approvazione del bilancio da considerare quale condizione di applicabilità dell’art. 1, comma 1091, della Legge n. 145/2018, “…è da intendersi il 31/12 dell’anno di riferimento di cui all’art. 163, comma 1, del Dlgs. n. 267/2000 e non anche il termine differito di cui all’art. 163, comma 3, del Dlgs. n. 267/2000…”. In sostanza, secondo la Sezione, la possibilità riconosciuta dal Legislatore di differire con Decreto ministeriale (oltre il termine del 31 dicembre) l’approvazione del bilancio di previsione “…in presenza di motivate esigenze…” – contemplata dall’art. 163, comma 3, del Tuel – è tutt’altro che priva di effetti sulla gestione del bilancio, operando, nel caso di specie, il regime restrittivo previsto per l’esercizio provvisorio di cui al medesimo art. 163, commi 4, 5, 6 e 7. Né la previsione e l’erogazione di risorse incentivanti, quali quelle previste dall’art. 1, comma 1092, della Legge n. 145/2018, possono ritenersi sottratte ai suddetti limiti. Inoltre – precisa la Sezione – che ove si optasse per una diversa interpretazione della norma – vale a dire quella di considerare, ai fini dell’applicazione della stessa, il termine di approvazione del bilancio di previsione prorogato (il 31 marzo 2019) – si finirebbe per privare di significato l’espressa apposizione di un termine da parte del Legislatore (“… i Comuni che hanno approvato il bilancio di previsione ed il rendiconto entro i termini stabiliti dal Testo unico di cui al Dlgs. n. 267/2000…”), considerato che la disposizione normativa sarebbe applicabile praticamente a tutti gli Enti che hanno approvato il bilancio di previsione (entro il 31 marzo 2019), rimanendone esclusi solo ed esclusivamente quelli che, non avendolo approvato neanche nel termine prorogato, incorrerebbero nella procedura di commissariamento ed eventualmente di scioglimento del Consiglio comunale di cui all’art. 141 del Tuel. Evenienza, quest’ultima, che sarebbe comunque ostativa a qualsivoglia atto di gestione o di disposizione delle risorse di bilancio da parte dell’Ente.


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