“Terzo Settore”: Anac esorta a non accorpare “Servizi assistenziali” diversi in una sola gara 

“Terzo Settore”: Anac esorta a non accorpare “Servizi assistenziali” diversi in una sola gara 

No all’accorpamento in un’unica gara di diversi servizi assistenziali perché rischia di creare una barriera per i piccoli operatori economici, inficiando la libera concorrenza. Questo, in estrema sintesi, il messaggio lanciato dall’Autorità nazionale Anticorruzione con il Comunicato del Presidente datato 14 settembre 2016 e pubblicato il 22 settembre 2016.

Il Comunicato prende le mosse dalle numerose segnalazioni ricevute dall’Autorità in merito alla frequente scelta delle stazioni appaltanti di affidare con un’unica gara diversi servizi assistenziali con tipologie di utenti e caratteristiche divergenti. Il risultato è infatti che, essendo richiesto lo svolgimento di una gamma di prestazioni ampia e dall’elevata complessità, gli operatori meno strutturati – che pure sarebbero in grado di gestire egregiamente uno di questi servizi – restano tagliati fuori.

Dopo aver richiamato le proprie precedenti indicazioni fornite con la Delibera n. 32 del 20 gennaio 2016 (“Linee guida per l’affidamento di servizi a Enti del ‘Terzo Settore’ e alle Cooperative sociali”, vedi Entilocalinews n. 9 del 29 febbraio 2016), l’Autorità ha quindi invitato le stazioni appaltanti a suddividere gli appalti in lotti funzionali o prestazionali, in applicazione dell’art. 51 del Dlgs. n. 50/16.

L’esigenza di soddisfare bisogni complessi dell’utenza – si legge nel pronunciamento Anac – non giustifica la scelta di affidare l’intero Servizio a un unico operatore. Il rispetto dei principi di concorrenza e non discriminazione impone, infatti, l’adozione di accorgimenti che consentano, in ogni caso, la massima partecipazione degli operatori economici alle procedure di affidamento. Ciò anche nei casi in cui sia previsto lo svolgimento contestuale di una molteplicità di prestazioni (es. accoglienza dei richiedenti protezione internazionale), oppure la medesima prestazione debba essere eseguita con modalità differenziate per adeguarla ai bisogni di diverse tipologie di utenti finali (es. assistenza domiciliare rivolta ad anziani, disabili, malati terminali)”.

L’Authority ha messo l’accento anche su quegli strumenti che possono essere utili per favorire la più vasta partecipazione possibile degli operatori alle procedure di affidamento: avvalimento dei requisiti di partecipazione; ricorso al subappalto; partecipazione in forma raggruppata.


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