Tia: giurisdizione Giudice tributario

Tia: giurisdizione Giudice tributario

Nella Sentenza n. 23669 del 24 settembre 2019 della Corte di Cassazione, i Giudici di legittimità evidenziano che la Suprema Corte ha più volte richiamato in materia di Tia, i principi affermati in tema di Tarsu non solo perché quest’ultima rappresenta una mera variante della Tarsu, conservando anche la relativa qualifica di tributo, ma anche perché la tariffa deve essere applicata nei confronti di chiunque occupi oppure conduca locali o aree scoperte ad uso privato non costituenti accessorio o pertinenza dei locali medesimi a qualsiasi uso adibiti, esistenti nelle zone del territorio comunale, salva l’applicazione sulla stessa, così come determinata dagli Enti Locali, di un coefficiente di riduzione proporzionale di rifiuti assimilati che il produttore dimostri di aver avviato al recupero, mediante attestazione rilasciata dal soggetto che effettua l’attività di recupero dei rifiuti stessi. E ciò anche, con riferimento al diritto ad ottenere una riduzione della superficie tassabile, costituendo l’esenzione, anche parziale, un’eccezione alla regola generale del pagamento del tributo da parte di tutti coloro che occupano o detengono immobili nelle zone del territorio comunale.

Inoltre, i Giudici di legittimità confermano che la Tia costituisce tributo ed hanno affermato la giurisdizione del Giudice tributario: “la Tariffa di igiene ambientale, ovverosia la cd. ‘Tia-1’, regolata dall’art. 49 del Dlgs. n. 22/1997, pur soppressa dal Dlgs. n.152/2006 (art. 238, comma 1), è rimasta vigente (comma 11), fino all’emanazione di apposito Regolamento (comma 6), destinato a disciplinare i criteri generali sulla base dei quali sono stabilite le componenti dei costi ed è definita la tariffa, nonché fino al compimento degli adempimenti per l’applicazione della tariffa stessa. Secondo la Corte Costituzionale, tale tariffa non costituisce una entrata patrimoniale di diritto privato, ma una mera variante della Tarsu disciplinata dal Dpr. n. 507/1993, di cui conserva la qualifica di tributo. Restano devolute, pertanto, alla giurisdizione tributaria le vertenze riguardanti la ‘debenza’ della cd. ‘prima Tia o Tia-1’, ovverosia la Tariffa di igiene ambientale, laddove sia ancora disciplinata dal ridetto Dlgs. n. 22/1997 (art. 49), che le consente di conservare la qualifica di tributo.


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