Trasporto pubblico: pubblicato il Decreto che definisce i Criteri ambientali minimi per il Trasporto su strada

Trasporto pubblico: pubblicato il Decreto che definisce i Criteri ambientali minimi per il Trasporto su strada

Con il Decreto 17 giugno 2021 del Ministero della Transizione ecologica, pubblicato sulla G.U. n. 157 del 17 giugno 2021, si comunicano i “Criteri ambientali minimi per l’acquisto, leasing, locazione, noleggio di veicoli adibiti al Trasporto su strada”.  Il Decreto entra in vigore dopo 120 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta.

In particolare, i Criteri ambientali minimi del Decreto fanno riferimento alle seguenti forniture e servizi:

  • acquisto, leasing, locazione, noleggio di veicoli adibiti al Trasporto su strada;
  • acquisto di grassi ed oli lubrificanti per veicoli adibiti al Trasporto su strada;
  • servizi di Trasporto pubblico terrestre, servizi speciali di Trasporto passeggeri su strada, servizi di trasporto non regolare di passeggeri, servizi di Trasporto postali su strada, di trasporto colli, di consegna postale, di consegna colli e per l’acquisizione dei veicoli e dei lubrificanti nei servizi di raccolta di rifiuti.

Il Decreto segue la Direttiva 2019/1161/UE, rubricata “Modifica alla Direttiva 2009/33/CE relativa alla promozione di veicoli puliti e a basso consumo energetico nel Trasporto su strada”, il cui recepimento da parte degli Stati membri è previsto entro il 2 agosto 2021.

La Direttiva dell’Unione Europea impone a ciascuno Stato di assicurare, attraverso le Amministrazioni aggiudicatrici, la promozione di un mercato di veicoli puliti e a basso consumo energetico. La Direttiva definisce infatti gli obiettivi minimi per gli acquisti “verdi” pubblici di veicoli puliti.

Per l’Italia gli obiettivi sono i seguenti:

  • 38,5 % al 2025 e al 2030 per i veicoli leggeri;
  • 10% al 2025 e 15% al 2030 per gli autocarri;
  • 45% al 2025 e 65% al 2030 per i bus.

Come evidenziato dall’Allegato 1 al predetto Decreto, rispetto agli altri Stati Membri, l’Italia evidenzia un Parco Autobus che è tra i più vecchi d’Europa. Per questo motivo, è importante ottenere nuovi veicoli pensati puliti e ad emissioni zero per sviluppare una Mobilità sostenibile e investire in Infrastrutture adeguate per il rifornimento dei veicoli.

I nuovi autoveicoli delle P.A. dovranno essere rinnovati per il 50% tramite l’acquisto o il noleggio di veicoli ad Energia elettrica o ibrida, o alimentati ad idrogeno. In particolare, il comma 107 della Legge n. 160/2019 riporta quanto segue: “Al fine di promuovere, anche attraverso la Pubblica Amministrazione, la riduzione dell’impatto ambientale derivante dall’utilizzo di veicoli inquinanti, le Pubbliche Amministrazioni di cui al comma 108 sono tenute, in occasione del rinnovo dei relativi autoveicoli in dotazione, a procedere, dal 1° gennaio 2020, all’acquisto o al noleggio, in misura non inferiore al 50%, di veicoli adibiti al trasporto su strada alimentati ad energia elettrica, ibrida o a idrogeno, nei limiti delle risorse di bilancio destinate a tale tipologia di spesa. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano in caso di acquisto o noleggio di almeno due veicoli”.

Oltre ai sopracitati Criteri per il rinnovamento del Parco veicoli della P.A., il Decreto individua e disciplina i seguenti aspetti:

  • le misure volte a prevenire la produzione di rifiuti derivanti dai veicoli;
  • le prescrizioni da osservare nella progettazione e nella produzione dei veicoli nuovi;
  • le altre azioni necessarie per favorire il reimpiego, il riciclaggio e il recupero di tutte le componenti metalliche e non metalliche derivanti dal veicolo fuori uso;
  • le misure volte a migliorare la qualità ambientale e l’efficienza delle attività di tutti gli operatori economici coinvolti nel ciclo di vita del veicolo;
  • le responsabilità degli operatori economici.

Nell’ambito delle politiche a sostegno della Mobilità sostenibile, l’Allegato 1 Del predetto Decreto sottolinea anche l’importanza per gli Enti di definire un piano di “mobility management” ed individuare un responsabile della mobilità aziendale, anche qualora non obbligato ai sensi del Dm. 27 marzo 1998. Compito di quest’ultima figura è quella di ottimizzare gli spostamenti sistematici dei dipendenti andando incontro a pratiche di mobilità sostenibile attraverso l’adozione di strumenti quali il “Piano spostamenti casalavoro” (Pscl).

Compito del “Mobility manager” presso i Comuni (ad esclusione dei più piccoli) è anche quello di migliorare la mobilità su tutto il territorio, lavorando con tutte le strutture preposte al traffico e ai trasporti e monitorando gli effetti delle misure adottate dai singoli Responsabili aziendali.


Related Articles

Digitalizzazione P.A.: come si traduce dal punto di vista tecnico il nuovo art. 47 del “Cad”?

Il testo del quesito: “Nell’ultima revisione del ‘Cad’ è stato aggiunto all’art. 47 il seguente periodo: ‘Il documento può essere,

Occupazione abusiva degli immobili: normativa oggi più agevole per gli Enti Locali

  L’occupazione abusiva degli immobili è sempre stata, sia per i Comuni che per gli Enti interessati (Aziende regionali e

Concessione bar ristoro: l’omesso ricorso a procedure ad evidenza pubblica comporta danno erariale

Nella Sentenza n. 130 del 9 maggio 2018 della Corte dei conti Toscana, la questione oggetto della controversia in esame

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Only registered users can comment.