Trattamento accessorio: limiti indennità di posizione e di risultato delle P.O.

Trattamento accessorio: limiti indennità di posizione e di risultato delle P.O.

Nella Delibera n. 2 del 31 gennaio 2019 della Corte dei conti Basilicata, un Comune ha chiesto un parere sui limiti di finanza pubblica posti al trattamento economico accessorio del personale dipendente degli Enti Locali. Nello specifico, l’Ente con riferimento alla disciplina delle posizioni organizzative prevista dagli artt. 15, commi 2 e 3, e l’art. 13, comma 3, del nuovo Ccnl. relativo al personale del Comparto “Funzioni locali” per il triennio 2016-2018, sottoscritto in data 21 maggio 2018, ha chiesto se gli incrementi teorici agli importi delle retribuzioni di posizione, previsti dall’art. 15, commi 2 e 3, debbano rispettare il limite dell’art. 23, comma 2, del Dlgs. n. 75/2017, il quale stabilisce che, a decorrere dal 1° gennaio 2017, l’ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale, anche di livello dirigenziale, non può superare il corrispondente importo determinato per l’anno 2016. In alternativa, se c’è la possibilità, alla luce dell’entrata in vigore del Ccnl. 21 maggio 2018, di reperire in bilancio le risorse necessarie a finanziare i predetti incrementi. La Sezione chiarisce che le risorse destinate a remunerare le indennità, di posizione e di risultato, spettanti ai titolari di Posizioni organizzativa, anche dopo l’aggiornamento dei valori minimi e massimi contenuto nell’art. 15, comma 2, del Ccnl. “Funzioni locali” 21 maggio 2018, devono complessivamente osservare, sommate alle risorse confluenti nei fondi per la Contrattazione integrativa di cui all’art. 67 del medesimo Ccnl., il limite di finanza pubblica posto dall’art. 23, comma 2, del Dlgs. n. 75/2017, come peraltro precisato dall’art. 67, comma 7, del ridetto Ccnl., salve le facoltà di rimodulazione, ad invarianza complessiva di spesa, previste dagli artt. 15, comma 7, e 7, comma 4, lett. u).

Sul punto tuttavia il recente Dl. n. 135/2019, convertito in Legge n. 12/2019 (cd. Decreto “Semplificazioni”) all’art. 11-bis ha previsto che, nel rispetto dei limiti alla spesa di personale di cui ai commi 557-quater e 562 dell’art. 1 della Legge n. 296/2006, nei Comuni privi di posizioni dirigenziali, il differenziale fra gli importi per trattamento accessorio erogato alla data di entrata in vigore del Ccnl. “Funzioni locali” e gli importi per l’eventuale maggior trattamento che gli Enti Locali riconosceranno a detto personale, è posto al di fuori del “tettoex art. 23, comma 2, del Dlgs. n. 75/2017. Tale opzione tuttavia inciderà direttamente sulle capacità assunzionali degli Enti poiché i maggiori costi, ad essa conseguenti, saranno posti a valere sui risparmi connessi con il minor utilizzo delle risorse destinate alle assunzioni di personale a tempo indeterminato.


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