Trattamento accessorio personale: indipendentemente dall’origine delle risorse, non può superare l’importo fissato per il 2015

Trattamento accessorio personale: indipendentemente dall’origine delle risorse, non può superare l’importo fissato per il 2015

Nella Delibera n. 205 del 20 luglio 2016 della Corte dei conti Lombardia, un Sindaco premette che l’Ente vorrebbe incrementare le “risorse variabili” del “Fondo decentrato” e che tale incremento verrebbe finanziato con il minor costo derivante dalla soppressione di una posizione organizzativa. Sulla scorta di detta premessa, chiede un parere sulla legittimità dell’operazione alla luce di quanto disposto dall’art. 1, comma 236, della Legge n. 208/15. La Sezione rileva che, in tema di incremento delle risorse variabili del “Fondo decentrato” finanziato col minor costo derivante dalla soppressione di una posizione organizzativa, l’art. 1, comma 236, della Legge n. 208/05 (sostanzialmente riproduttivo del precedente art. 9, comma 2-bis del Dl. n. 78/10), stabilisce la regola per cui l’entità massima della spesa per trattamento accessorio del personale non può mai superare l’importo fissato per il 2015.

Con l’espressione “l’ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale” deve intendersi ogni genere di risorse funzionalmente destinate ad offrire copertura agli oneri accessori del personale, senza alcuna considerazione per origine o provenienza delle risorse se non sotto il profilo della presenza di un vincolo di destinazione giuridicamente rilevante.


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