Trattenute 2016 Agenzia delle Entrate: possono essere escluse dal calcolo del saldo tra entrate e spese finali di competenza del 2016

Trattenute 2016 Agenzia delle Entrate: possono essere escluse dal calcolo del saldo tra entrate e spese finali di competenza del 2016

Nella Delibera n. 100 del 12 dicembre 2016 della Corte dei conti Liguria, un Sindaco ha formulato una richiesta di parere sulla corretta modalità di calcolo del nuovo saldo di finanza pubblica introdotto per gli Enti territoriali dall’art. 1, commi 710 e 711, della Legge n. 208/15, in relazione alla problematica nascente dal disallineamento temporale determinatosi nell’effettuazione, da parte dell’Agenzia delle Entrate, delle trattenute della quota di Imposta municipale propria (Imu) spettante all’Ente negli anni dal 2014 al 2016 destinata ad alimentare il “Fondo di solidarietà comunale” previsto dall’art. 1, commi 380 e seguenti, della Legge n. 228/12.

In particolare, il Sindaco afferma che la questione esposta – che interessa numerosi Enti Locali – ha inizio nel 2014, anno in cui gli importi dovuti da ciascun Comune per alimentare il “Fondo di solidarietà comunale”non vennero tempestivamente comunicati dal Ministero dell’Interno all’Agenzia delle Entrate, cosicché quest’ultima, in più casi, non riuscì, entro la fine dell’anno, a recuperare tutte le somme stabilite a valere sull’Imu corrisposta dai contribuenti nel mese di dicembre. Nelle casse del Comune in questione affluìquindi, a titolo di entrate Imu, una somma che, in realtà, doveva essere restituita per essere versata all’entrata del bilancio dello Stato e destinata all’alimentazione del suddetto “Fondo”, senza che peraltro vi fosse il tempo per il Comune di disporre contabilmente l’opportuno accantonamento in parte spesa per il corrispondente importo, dato che ciò avveniva in prossimità o, addirittura, oltre la chiusura dell’esercizio. Pertanto, il Comune formula un primo quesito chiedendo se le trattenute effettuate nel 2016 dall’Agenzia delle Entrate, a valere sulle entrate per Imposta municipale propria di competenza 2016 ma riferite alla quota di alimentazione del “Fondo di solidarietà comunale” del 2015 e al recupero dell’anticipo Tasi del 2014, possano essere escluse dal calcolo del saldo tra entrate finali e spese finali di competenza del 2016, rilevante ai fini del raggiungimento dell’obiettivo di finanza pubblica disciplinato dal ridetto art. 1, commi 710-711, della Legge n. 208/16.

Nel caso di soluzione positiva a tale quesito, il Comune istante pone una seconda e consequenziale questione volta a conoscere quale soluzione possa essere adottata, sul piano contabile, per conseguire il suddetto obiettivo di neutralizzazione degli effetti delle trattenute arretrate nel computo del saldo finanziario in esame, con la garanzia che siano conservate, anche a posteriori, trasparenza e traccia delle operazioni effettuate.

La Sezione, con riferimento al primo quesito, conferma la posizione per cui è da ritenersi ammissibile che il Comune in questione neutralizzi, ai fini della verifica dell’osservanza nel 2016 dell’obiettivo di saldo non negativo tra entrate e spese finali di competenza, le conseguenze distorsive discendenti dal disallineamento temporale delle trattenute operate dall’Agenzia delle Entrate sull’Imposta municipale propria rispetto all’anno di riferimento delle stesse.

Nel caso di specie, non si è in presenza, né di una diminuzione delle entrate di competenza, né di un aumento della spesa, in quanto nel 2016 avviene soltanto la semplice restituzione di somme spettanti allo Stato erroneamente incamerate e contabilizzate in entrata in anni precedenti. La sterilizzazione delle poste relative a tali somme è pertanto da ammettersi poiché le stesse si riferiscono ad operazioni che non invalidano le finalità di salvaguardia degli equilibri di finanza pubblica perseguite dalle nuove regole della “Legge di stabilità 2016” e, prima ancora, dalla disciplina del Patto di stabilità interno. Finalità che, spesso, devono orientare l’interprete nell’applicazione delle regole stesse, in quanto tese a scongiurare un incremento della spesa pubblica non bilanciato da adeguate risorse compensative.

Tuttavia, condizione di chiusura della tesi indicata rimane la circostanza che nell’anno precedente (nella specie, il 2014) in cui si è invece verificato l’afflusso nel bilancio dell’Ente di maggiori somme a titolo di Imu rispetto a quelle realmente di competenza, in quanto comprensive anche della quota da destinarsi al “Fondo di solidarietà comunale”, tale indebito surplus di entrate non sia stato determinante ai fini del rispetto nel medesimo anno dello specifico obiettivo di finanza pubblica posto a carico dell’Ente, ovvero, nella specie, del saldo finanziario rilevante ai fini del Patto di stabilità interno.

Anche in merito al secondo quesito, la Sezione rimette al Comune la scelta concreta sulle modalità contabili da adottare come maggiormente idonee a ottenere il risultato di neutralizzare gli effetti della fattispecie esaminata nell’ambito dei prospetti di certificazione del rispetto del saldo di finanza pubblica di cui all’art. 1, commi 710-711, della “Legge di stabilità 2016”.

A tal fine l’Ente, nel fare riferimento ai principi contabili applicati di cui al Dlgs. n. 118/11, specificamente pertinenti in relazione ai fatti gestionali da registrare, potrà tener conto del “principio della prevalenza della sostanza sulla forma”, che dà rilievo all’effettiva sostanza economica, finanziaria e patrimoniale delle operazioni di gestione di ogni Amministrazione quale elemento prevalente per la relativa contabilizzazione, valutazione ed esposizione nei documenti di bilancio.

Perché siano rispettate le esigenze di correttezza, sia nella rappresentazione contabile e di bilancio, sia nella costruzione del saldo tra entrate e spese finali, il procedimento che sarà adottato dovrà tuttavia soddisfare senz’altro alcune essenziali condizioni che la Sezione individua. In conclusione, quindi la Sezione statuisce che le trattenute effettuate nel 2016 dall’Agenzia delle Entrate, a valere sulle entrate per Imu di competenza 2016 ma riferite alla quota di alimentazione del Fondo “Fondo di solidarietà comunale”del 2015 ed al recupero dell’anticipo Tasi del 2014, possono essere escluse dal calcolo del saldo tra entrate e spese finali di competenza del 2016. La definizione delle modalità contabili attraverso cui realizzare la sostanziale neutralizzazione degli effetti derivanti dal ritardato recupero delle quote del “Fondo di solidarietà comunale”è rimessa al prudente apprezzamento dell’Amministrazione istante.


Related Articles

Dichiarazione Irap 2017: come rilevare correttamente il maggior credito maturato grazie alle Integrative a favore degli anni 2011-2014?

Il testo del quesito: “Leggendo le bozze del Modello e delle Istruzioni della ‘Dichiarazione Irap 2017’, tenuto conto delle novità

Clausola sociale: assunzione personale del precedente affidatario non può essere requisito di partecipazione ma solo di esecuzione 

La Sentenza n. 6 del 2 gennaio 2015 del Tar Abruzzo affronta la questione di legittimità della c.d. “clausola sociale”

Mutui Enti Locali: per Anci Cassa Depositi e Prestiti applica tassi “da usura”. La replica: “Da noi massima trasparenza e regolarità”

Duro “botta e risposta” tra Anci e Cassa Depositi e Prestiti. Il tema è quello dei tassi applicati sui mutui