Unioni di Comuni: capacità assunzionali

Unioni di Comuni: capacità assunzionali

Nella Delibera n. 109 del 10 settembre 2020 della Corte dei conti Lombardia, un Sindaco ha chiesto se la nuova disciplina introdotta dall’art. 33, comma 2 del Dl. n. 34/2019, in materia di capacità assunzionali degli Enti Locali e dal Dm. attuativo 17 marzo 2020 sia applicabile anche alle Unioni di Comuni oppure continui a trovare applicazione la normativa previgente. In particolare, l’art. 32, comma 5, del Tuel, richiama il regime vincolistico in materia di personale e indica, come finalità specifica dell’Unione, la realizzazione, a regime, di “progressivi risparmi di spesa in materia di personale”, come effetto di “specifiche misure di razionalizzazione organizzativa” e “rigorosa programmazione dei fabbisogni”.

Ciò posto, la nuova disciplina prevista per le assunzioni dei Comuni, introducendo una diversa modalità di computazione dello spazio assunzionale (flessibile e ancorato ad un concetto di flusso) sostituisce, nel richiamo esplicito dell’art. 32, la normazione preesistente. È evidente quindi che, sotto questo profilo, la disciplina sia estendibile anche alle Unioni di comuni. Resta peraltro in vigore la disposizione, sempre nel richiamato comma 5 dell’art. 32, che finalizza, sotto il profilo delle spese per il personale, la costituzione dell’Unione alla realizzazione di risparmi attraverso razionalizzazione e rigorosa programmazione.

Detta finalità vale anche nel caso di eventuale ricalcolo della capacità assunzionale ceduta all’Unione. Sarà quindi specifica responsabilità dell’Ente dimostrare il rispetto di questi obiettivi nel quadro della innovata normativa vincolistica generale in tema di personale.


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