Valorizzazione minoranze linguistiche: resi noti i termini per la presentazione delle domande di finanziamento per l’annualità 2018

Valorizzazione minoranze linguistiche: resi noti i termini per la presentazione delle domande di finanziamento per l’annualità 2018

Le minoranze linguistiche storiche riconosciute e tutelate sul territorio italiano sono 12: albanese, catalana, germanica, greca, slovena e croata, e quelle che parlano il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l’occitano ed il sardo. Ogni anno il Dipartimento per gli Affari regionali cura la ripartizione dei fondi per il finanziamento dei Progetti in loro favore presentati dalle Amministrazioni statali e dagli Enti Locali ai sensi degli artt. 9 e 15 della Legge n.482 del 15 dicembre 1999. Per l’annualità 2018 sono state trasmesse le Circolari recanti le “Linee-guida” per la predisposizione delle richieste di accesso ai fondi.

Lo stanziamento complessivo per il 2018 ammonta a 2.940.596 di Euro, e di questi, 2.852.378 sono destinati alle Amministrazioni territoriali e locali, mentre la quota restante di 88.218 Euro – ossia il 3% – è destinata alle Amministrazioni statali.

Lo stanziamento complessivo potrebbe essere ridotto, in corso di esercizio 2018, in applicazione di norme finanziarie che prevedono il concorso della Presidenza del Consiglio dei Ministri al raggiungimento degli obiettivi programmati di finanza pubblica. Qualora si dovesse verificare tale riduzione, il Dipartimento Affari regionali renderà note le definitive somme da ripartire mediante la pubblicazione di un apposito avviso sul sito della Presidenza del Consiglio e sul sito del Dipartimento degli Affari regionali.

I criteri di ripartizione sono 2: per lingua (sulla base del numero di Comuni in cui sussistono le minoranze linguistiche storiche) e per linea di intervento.

Il finanziamento destinato alle minoranze linguistiche presenti nel territorio della Regione Friuli Venezia Giulia (friulana, germanica e slovena) e della Regione Sardegna (sarda e catalana) è attribuito direttamente alle predette Regioni che provvedono in proprio alla ripartizione.

Al fine di perseguire una quanto più possibile distribuzione equa delle risorse nella ripartizione dei fondi per lingua si è proceduto a suddividere il 5% del finanziamento in modo uguale tra le minoranze linguistiche, ed il rimanente 95% pesato in funzione del numero dei Comuni in cui sono insediate le singole minoranze linguistiche. Nella ripartizione per linee di intervento sono state definite le percentuali per il finanziamento di progetti che contribuiscano alla salvaguardia, promozione e diffusione delle lingue tutelate, così suddivise:

  • attivazione di sportelli linguistici (75%);
  • realizzazione di attività di formazione (10%);
  • attività a carattere culturale (10%);
  • toponomastica (5%).

Nella presentazione della domanda di accesso ai finanziamenti è necessario che i soggetti proponenti portinoProgetti distinti per ciascuna minoranza, specificandone gli ambiti di intervento. Sono disponibili 2 Moduli, uno per l’istanza in forma aggregata (da utilizzare per le richieste di finanziamento da un Ente capofila, in forma aggregata con altri Enti) ed uno per la forma singola. Non occorre inviare i documenti cartacei. Il modulo, sottoscritto dal rappresentante legale del soggetto istante, corredato da un documento di identità in corso di validità, completo di scheda tecnica, va trasmesso in formato elettronico alle Regioni e contestualmente al Dipartimento per gli Affari regionali e le Autonomie entro e non oltre il 30 aprile 2018, pena l’esclusione, all’indirizzo minlidar@palazzochigi.it

Ciascuna Regione, entro il 30 giugno 2018, dovrà trasmettere al Dipartimento i Progetti (esclusivamente in forma elettronica), un breve giudizio di merito su ognuna delle istanze ricevute, e l’elenco delle domande ricevute, agli indirizzi affariregionali@pec.governo.itminlidar@palazzochigi.it (in cc).

Tra i requisiti generali si sottolinea che i Progetti devono avere durata annuale, tranne nei casi in cui questo sia presentato da soggetti che hanno in corso Progetti con ritardo di 3 o 4 anni rispetto all’annualità alla cui ripartizione chiedono di partecipare. In questo caso, per consentire il progressivo riallineamento, sono tenuti a presentare progetti della durata di 8 mesi. I Comuni che hanno aderito ad una aggregazione non possono presentare altri progetti della stessa tipologia di intervento da soli o in altre aggregazioni. I costi orari del personale previsto per i progetti da realizzare devono attenersi agli standard: 20 Euro/h per sportellista – operatore, 30 Euro/h per i tutor, 50 Euro/h per i docenti nella formazione e 30 Euro/h per i traduttori.

Ogni progetto presenta requisiti specifici che devono essere espressamente indicati nella scheda tecnica. Il possesso dei requisiti deve essere esplicitamente autocertificato nel Modulo di domanda dal soggetto istante; inoltre, la mancata indicazione dei costi e di altri elementi tecnici comporterà una valutazione negativa del progetto per carenza di documentazione tecnica.

La proposta di riparto dei fondi sarà redatta da apposita Commissione in base a criteri di tipo qualitativo che privilegino la capacità di aggregazione dei soggetti proponenti.

di Ketty Riolo 


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