Versamento oneri assistenziali e previdenziali per Amministratori locali: il punto della Corte dei conti Puglia

Versamento oneri assistenziali e previdenziali per Amministratori locali: il punto della Corte dei conti Puglia

Nella Delibera n. 74 del 17 marzo 2016 della Corte dei conti Puglia, la richiesta di parere riguarda l’applicabilità dell’art. 86 del Dlgs. n. 267/00, che prevede il versamento da parte degli Enti Locali degli oneri assistenziali e previdenziali riferiti a determinate categorie di Amministratori locali, tenuto conto della peculiare formulazione della suindicata norma.

Nello specifico, viene chiesto se la sospensione dell’attività lavorativa sia di per sé sufficiente a far maturare il credito da parte del Presidente del Consiglio a titolo di rimborso degli oneri previdenziali, ovvero se congiuntamente al suddetto requisito debba esservi, per erogare il pubblico denaro, il requisito della popolazione superiore ai 50.0000 abitanti, non sussistente nella situazione di fatto del Comune in questione. La Sezione rileva che la formulazione dell’art. 86, commi 1 e 2, non lascia spazio ad alcun dubbio interpretativo in merito all’individuazione dei soggetti “Amministratori locali” destinatari della norma.

Inoltre, appare evidente, secondo la Sezione, che per assicurare la corretta operatività ed applicazione dell’art. 86 del Tuel, l’unica interpretazione possibile conduce a ritenere che i requisiti richiesti (cariche elettive indicate analiticamente nel comma 1 e lavoratori non dipendenti di cui al comma 2) devono entrambi ricorrere in modo complementare ed indefettibile. Una diversa interpretazione, oltre a risultare assolutamente incoerente con il tenore letterale della norma, rischierebbe di vanificare l’intenzione del Legislatore che ha palesemente inteso applicare il regime previdenziale de quo limitatamente a certe tipologie di Amministratori, individuati in modo tassativo e, soltanto per alcune ben individuate categorie di Amministratori locali (Assessori dei Comuni e Presidenti del Consiglio), in base ad una valutazione aprioristica fondata sul numero degli abitanti che non consente pertanto alcuna deroga.


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