Versamento ritenute in appalti labour intensive: nessun obbligo di verifica se i beni strumentali sono di proprietà del commissionario

Versamento ritenute in appalti labour intensive: nessun obbligo di verifica se i beni strumentali sono di proprietà del commissionario

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta all’Istanza di consulenza giuridica n. 1 del 14 gennaio 2021, si è occupata dell’applicazione dell’art. 17-bis del Dlgs. n. 241/1997, con particolare riferimento al significato dell’utilizzo di beni strumentali di proprietà del committente.

L’Agenzia ha richiamato i contenuti della norma, che al comma 1 impone ai soggetti che rivestono la qualifica di sostituti d’imposta sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, residenti ai fini delle Imposte sui redditi nel territorio dello Stato – con esclusione quindi, a nostro avviso, come più volte ribadito in queste pagine, degli Enti Locali, in quanto soggetti pacificamente esclusi da Ires ai sensi dell’art. 74, comma 1, del Tuir (Dpr. n. 917/1986) – che affidano il compimento di una o più opere o di uno o più servizi di importo complessivo annuo superiore a Euro 200.000 a un’Impresa, tramite contratti di appalto, subappalto, affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziali comunque denominati caratterizzati da prevalente utilizzo di manodopera presso le sedi di attività del committente con l’utilizzo di beni strumentali di proprietà di quest’ultimo o ad esso riconducibili in qualunque forma, di richiedere all’Impresa appaltatrice o affidataria e alle Imprese subappaltatrici, obbligate a rilasciarle, copia delle deleghe di pagamento relative al versamento delle ritenute, trattenute dall’Impresa appaltatrice o affidataria e dalle Imprese subappaltatrici ai lavoratori direttamente impiegati nell’esecuzione dell’opera o del servizio.

Tali obblighi non trovano applicazione se le Imprese appaltatrici o affidatarie o subappaltatrici consegnano al committente la certificazione, messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, che attesta la sussistenza dei requisiti indicati alle lett. a) e b) del comma 5 del suddetto articolo.

Con la Circolare n. 1/E del 2020 sono stati forniti i primi chiarimenti e, per quanto concerne l’ambito oggettivo di applicazione, è stato chiarito che i presupposti al ricorrere dei quali si applica l’intera disciplina dell’art. 17-bis, fatto salvo il ricorrere delle cause di esonero previste dal comma 5, sono:

a) l’affidamento a un’Impresa del compimento di un’opera o più opere o di uno o più servizi di importo complessivo annuo superiore ad Euro 200.000;

b) l’affidamento di cui al punto sub a) deve avvenire tramite contratti di appalto, subappalto, affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziali comunque denominati;

c) i contratti di cui al punto sub b) devono essere caratterizzati da:

c1) prevalente utilizzo di manodopera;

c2) prestazione svolta presso le sedi di attività del committente;

c3) utilizzo di beni strumentali di proprietà del committente o ad esso riconducibili in qualunque forma. Con la medesima Circolare n. 1/E del 2020, nel ribadire che il prevalente utilizzo della manodopera presso le sedi del committente deve altresì avvenire “con l’utilizzo di beni strumentali di proprietà del committente o ad esso riconducibili in qualunque forma”, è stato precisato che:

– i predetti beni strumentali “saranno ordinariamente macchinari e attrezzature che permettono ai lavoratori di prestare i loro servizi, ma ciò non esclude che siano utilizzate altre categorie di beni strumentali”;

– “l’occasionale utilizzo di beni strumentali riconducibili al committente o l’utilizzo di beni strumentali del committente, non indispensabili per l’esecuzione dell’opera o del servizio, non comportano il ricorrere della condizione di applicabilità in esame”.

Con riferimento al caso di specie il committente risulta essere proprietario di beni che si configurano invece come “oggetto dell’appalto” che è svolto nella struttura produttiva del committente, presso la quale è chiamata a intervenire e operare l’Impresa appaltatrice. Il requisito di cui si tratta pertanto dovrà essere valutato avendo riguardo agli effettivi beni strumentali utilizzati dal commissionario per lo svolgimento del lavoro di sostituzione di tali beni (ad esempio, l’attrezzatura necessaria per smontare e rimontare i vecchi beni ed eventuali mezzi per il trasporto dei nuovi beni all’interno del sito d’impianto).

Alla luce di quanto sopra, l’Agenzia ha ritenuto che, nel caso di specie, qualora i beni strumentali utilizzati per l’esecuzione dei servizi affidati non siano di proprietà del committente, né ad esso riconducibili in qualunque forma, non sussisterebbero i presupposti per l’applicazione della disciplina di cui all’art. 17-bis del Dlgs. n. 241/1997.


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