“Visto di conformità”: i chiarimenti delle Entrate sulle novità introdotte dal “Decreto Semplificazioni”

“Visto di conformità”: i chiarimenti delle Entrate sulle novità introdotte dal “Decreto Semplificazioni”

Con la Circolare n. 7/E del 26 febbraio 2015, l’Agenzia delle Entrate ha fornito delle delucidazioni in materia di “visto di conformità” sulle Dichiarazioni “Iva”, “730” e “Irap” e, in particolare, sulle modifiche apportate in materia dal Dlgs. 21 novembre 2014, n. 175 (c.d. “Decreto Semplificazioni”)

L’Amministrazione finanziaria ha ricordato come il “Decreto Semplificazioni” abbia introdotto, in via sperimentale, la Dichiarazione dei redditi precompilata e apportato modifiche alla disciplina sull’assistenza fiscale e in tema di controlli formali.

Oggetto del Documento di prassi in questione sono soprattutto le sanzioni di cui all’art. 39, del Dlgs. n. 241/97, le garanzie di cui agli artt. 6 e 22 del Dm. n. 164/99, e le modalità di esecuzione dei controlli, di cui all’art. 26 del medesimo Decreto ministeriale.

Rinviando ai contenuti della Circolare in commento per ciò che attiene le problematiche legate all’apposizione del “visto” alla Dichiarazione dei redditi precompilata, in questa sede si richiama l’attenzione degli Enti territoriali soprattutto su quanto precisato ai punti 4.1.2 e 4.2.3.

4.1.2 Dichiarazione Iva e richieste di rimborso Iva infrannuale

La Circolare n. 7/E si sofferma qui sulle modifiche apportate dall’art. 13 del “Decreto Semplificazioni”  all’art. 38-bis del Dpr.  26 ottobre 1972, n. 633, relativo alla disciplina relativa all’esecuzione dei rimborsi Iva.

La nuova formulazione del citato art. 38-bis prevede tra l’altro, in via generale, la possibilità di ottenere i rimborsi Iva di importo superiore a Euro 15.000 senza prestazione della garanzia, presentando una Dichiarazione annuale o un’istanza trimestrale munita di “visto di conformità”, o sottoscrizione alternativa, e una Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, attestante la sussistenza dei requisiti patrimoniali stabiliti dalla norma.

In tali casi, i controlli per il rilascio del “visto di conformità” devono essere finalizzati, oltre che ad evitare errori materiali e di calcolo nella determinazione dell’imponibile, nonché nel corretto riporto delle eccedenze di credito, anche a verificare la regolare tenuta e conservazione delle scritture contabili obbligatorie ai fini dell’Iva.

Occorre pertanto verificare:

  • la regolare tenuta e conservazione delle scritture contabili obbligatorie;
  • la corrispondenza dei dati esposti nella dichiarazione alle risultanze delle scritture contabili;
  • la corrispondenza dei dati esposti nelle scritture contabili alla relativa documentazione.

Con riferimento alle tipologie di controlli necessari ai fini del rilascio del “visto di conformità”, l’Agenzia ha richiamato i chiarimenti forniti con la propria Circolare n. 57/E del 23 dicembre 2009, evidenziando che il controllo non dovrà concentrarsi solo sugli elementi da cui scaturiscono i crediti, ma dovrà riguardare anche la sussistenza dei presupposti dei rimborsi.

4.1.3 Altre Dichiarazioni

Il punto successivo prende invece in esame le altre Dichiarazioni reddituali diverse dal Modello “730”, la Dichiarazione “Irap” e la Dichiarazione del sostituto d’imposta, a proposito delle quali si evidenzia che il rilascio del “visto di conformità” implica il riscontro della corrispondenza dei dati esposti nella Dichiarazione alle risultanze della relativa documentazione e alle disposizioni che disciplinano gli oneri deducibili e detraibili, le detrazioni e i crediti d’imposta, lo scomputo delle ritenute d’acconto, i versamenti.

Più nel dettaglio, in relazione ai soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili, i controlli implicano:

  • la verifica della regolare tenuta e conservazione delle scritture contabili obbligatorie;
  • la verifica della corrispondenza dei dati esposti nella dichiarazione alle risultanze delle scritture contabili e di queste ultime alla relativa documentazione.

L’Amministrazione finanziaria ha confermato la validità dei principi espressi a tal proposito con la propria Circolare n. 28/E del 2014 e delle modalità di effettuazione dei controlli delineate dalla citata Circolare con riferimento al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013, che possono essere osservate anche per le annualità successive.


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