L’Autorità nazionale anticorruzione con la Delibera n. 782 del 4 settembre 2019 ha irrogato per la prima volta una sanzione avverso un soggetto resosi colpevole di ritorsioni nei confronti di un segnalante di illeciti. La sanzione di 5.000 Euro al responsabile è la prima dall’approvazione della Legge n. 179/2017 su un totale, fino ad ora di 706 segnalazioni per l’anno 2019, 41 delle quali inviate in Procura e 35 alla Corte dei Conti per accertare o meno l’esistenza di profili di responsabilità penale o erariale degli illeciti segnalati. Dopo una lunga istruttoria, l’Autorità ha irrogato dunque questa sanzione di 5.000 Euro al responsabile di alcuni provvedimenti ritorsivi attuati ai danni di un whistleblower impiegato presso un comune campano, che ha denunciato per abuso d’ufficio e omissione di atti d’ufficio i componenti dell’Ufficio per i procedimenti disciplinari di cui lui stesso faceva parte. Il dirigente segnalatore, a seguito della denuncia all’Autorità giudiziaria, è stato sospeso dal lavoro con due provvedimenti disciplinari rispettivamente per 10 giorni e per 12 giorni con la relativa decurtazione della retribuzione.
Dopo una lunga analisi della vicenda compresa l’audizione di due dirigenti facenti parte della commissione disciplinae, l’Anac ha ritenuto ritorsive le misure adottate nei confronti del segnalatore degli illeciti deliberando dunque la sanzione in capo al dirigente firmatario del provvedimento.
La Legge n. 179/2017 prevede infatti in capo all’Anac il compito di verificare gli atti ritenuti discriminatori avverso i whistleblower, e in seguito all’accertamento, la possibilità di irrogare sanzioni da 5.000 a 30.000 Euro nei confronti dei responsabili delle misure ritorsive e un ulteriore aggravio delle misure da 10.000 a 50.000 Euro in caso di mancata analisi delle segnalazioni ricevute. Le segnalazioni possono tuttavia essere effettuate al Responsabile per la prevenzione della corruzione (Rcpt).




