Il Mit, con il Comunicato 21 ottobre 2026, ha reso noto l’avvio di un confronto con esperti italiani ed europei per approfondire le prospettive del “Piano Casa”, promosso dal Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, con particolare attenzione alla rigenerazione urbana, al recupero del Patrimonio edilizio esistente e alla qualità dell’abitare.
L’iniziativa, coordinata dal Commissario straordinario Felice Squitieri, ha coinvolto architetti, urbanisti, paesaggisti, ingegneri ed esperti italiani ed europei, insieme ai rappresentanti del Ministero, con l’obiettivo di raccogliere proposte concrete per lo sviluppo di nuovi modelli abitativi.
Il confronto si inserisce nel percorso di definizione del “Piano Casa”, con l’intento di affiancare agli interventi edilizi una visione più ampia dell’abitare, che tenga conto dell’accessibilità, della sostenibilità, della disponibilità di servizi, della qualità degli spazi pubblici e delle condizioni di vita dei Cittadini.
Tra le principali priorità emerse figurano il recupero e il riuso del patrimonio immobiliare esistente, la riduzione del consumo di suolo e la valorizzazione delle infrastrutture e degli spazi collettivi.
L’obiettivo indicato dal Mit è quello di promuovere interventi capaci di rispondere al disagio abitativo, contribuendo al tempo stesso alla riqualificazione delle città e al miglioramento della qualità della vita delle comunità.
Nel corso del confronto, il Ministero ha richiamato l’esperienza del “Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare” (“PINQuA”), finanziato attraverso il “Pnrr”.
Secondo i dati riportati dal Mit, il Programma ha mobilitato 2,8 miliardi di Euro per 980 Interventi, con l’obiettivo di recuperare 10.000 alloggi e riqualificare spazi pubblici.
L’esperienza del “PINQuA” è stata richiamata nell’ambito della riflessione sulle possibili modalità di intervento per il recupero del patrimonio edilizio e la rigenerazione urbana.
Dal confronto, sviluppato anche attraverso l’analisi delle migliori pratiche europee, è emersa la proposta di avviare un laboratorio aperto di idee e contributi, destinato a confluire in un “Libro Bianco sul futuro dell’abitare”.
Il Documento dovrebbe essere elaborato attraverso il coinvolgimento delle Professioni, degli Operatori del Settore, e degli Enti Locali, raccogliendo proposte e soluzioni per affrontare le principali questioni legate all’abitare e alla trasformazione degli spazi urbani.
L’iniziativa intende quindi affiancare, alla riflessione sulle politiche abitative, l’individuazione di possibili interventi da realizzare concretamente sui territori.
Un ulteriore elemento del percorso riguarda il coinvolgimento diretto dei Sindaci e delle Amministrazioni comunali disponibili a sperimentare soluzioni innovative.
Secondo quanto comunicato dal Mit, l’obiettivo è individuare, insieme alle Città interessate, Progetti concreti da attuare sui territori, trasformando le Proposte emerse dal confronto con gli esperti in Interventi realizzabili.




