Immigrazione: il Sindaco non può rigettare il procedimento di cittadinanza

L’ordinamento giuridico del nostro Paese “non attribuisce all’Ufficiale di Stato civile e a nessun altro alcun potere di intervento per controllare, all’atto del giuramento, l’effettivo stato di conoscenza della lingua italiana ed esercitare al riguardo una qualsiasi forma di opposizione”. A precisarlo, nel corso del question time tenutosi il 10 febbraio 2016 alla Camera, è stato il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano.

Alfano era stato chiamato ad esprimersi su una vicenda che ha avuto come protagonista il Sindaco di un Comune in Provincia di Pordenone, che si era rifiutato di consegnare la cittadinanza italiana ad un quarantenne nigeriano che era sembrato in difficoltà nel leggere il testo del giuramento.

Il giuramento di uno straniero che intende acquisire la nazionalità italiana – ha detto il Ministro Alfano – non è una pura formalità, ma esprime in modo solenne la volontà dello straniero di entrare a far parte della comunità nazionale. Una volta concluso l’iter e adottato il Decreto di concessione della cittadinanza da parte del Presidente della Repubblica – ha spiegato – un’ulteriore verifica volta ad asseverare quanto già accertato in sede istruttoria non è tecnicamente ammissibile e sarebbe comunque estranea ai profili e ai principi procedimentali”.

Il Ministro ha infine evidenziato che la posizione assunta dal Primo Cittadino in questione, che ha invalidato il procedimento partendo dalla contestazione della competenza linguistica dello straniero, “non appare confortata da disposizioni normative che ne suffraghino in alcun modo la legittimità e potrebbe dare luogo, se reiterata, all’esercizio dei poteri sostitutivi”.