Controversie aventi ad oggetto la mobilità esterna: giurisdizione del Giudice ordinario

Nella Sentenza n. 1683 del 10 aprile 2017 del Consiglio di Stato, un Comune ha indetto una procedura di mobilità volontaria esterna per la copertura di un posto di Dirigente tecnico della Ripartizione edilizia e urbanistica, ai sensi dell’art. 30 del Dlgs. n. 165/01. Dunque, nel caso di specie viene in rilievo una procedura di mobilità esterna ai sensi dell’art. 30 del Dlgs. n. 165/01, secondo cui “le Amministrazioni possono ricoprire posti vacanti in organico mediante cessione di contratto di lavoro dei dipendenti appartenenti alla stessa qualifica in servizio presso altre Amministrazioni”. Pertanto, manca una procedura concorsuale finalizzata all’assunzione di un nuovo rapporto di lavoro, come invece richiesto dall’art. 63 del Dlgs. n. 165/01, ai fini del radicamento della giurisdizione amministrativa. Di conseguenza, i Giudici chiariscono che appartengono alla giurisdizione del Giudice ordinario le controversie aventi ad oggetto la mobilità esterna (relativa al trasferimento del dipendente pubblico tra Enti del medesimo Comparto o tra Enti di Comparti diversi), configurandosi quest’ultima come cessione del contratto di lavoro che si verifica nel corso di un rapporto già instaurato e non determina la costituzione di un nuovo rapporto di pubblico impiego o una nuova assunzione, ma comporta solo la modificazione soggettiva dei rapporti di lavori già in atto.