Servizi analoghi: rientra nella discrezionalità della Stazione appaltante la valutazione circa il grado di analogia

Delibera n. 292 del 21 giugno 2022

Nella fattispecie in esame, una Società ha contestato la propria esclusione dalla gara, disposta per mancata comprova del possesso dei requisiti di capacità economico-finanziaria e di capacità tecnico-professionale. Nella specie, secondo la Stazione appaltante, l’istante non avrebbe dichiarato un fatturato specifico minimo, né un elenco di forniture effettuate nell’ultimo biennio riguardanti beni analoghi a quelli oggetto della gara (ovvero dispositivi medico-diagnostici in vitro) in quanto relativi a dispositivi di protezione individuale. Dunque, secondo la Società, la Stazione appaltante sarebbe incorsa in un duplice errore. In primo luogo, non avrebbe considerato che il fatturato specifico e le forniture dichiarate riguardano per la maggior parte prodotti riconducibili alla categoria dei dispositivi medici (mascherine chirurgiche, guanti in nitrile e vinile, termometri frontali e pulsossimetri) e solo residualmente a dispositivi di protezione individuale. Inoltre, avrebbe impropriamente assimilato il concetto di forniture analoghe a quello di forniture identiche, avendo basato il provvedimento espulsivo sulla mancata identità tra le forniture dichiarate e quelle oggetto della gara.

L’Anac afferma che, nell’esercizio della discrezionalità che le compete circa la migliore determinazione dei criteri e dei parametri discriminanti per la scelta del miglior contraente, la Stazione appaltante può calibrare il grado di analogia (di forniture e servizi pregressi) ritenuta necessaria ai fini della dimostrazione di una sufficiente capacità economico-finanziaria o tecnico-professionale, e richiedere che i concorrenti abbiano svolto servizi strettamente analoghi, e addirittura “identici”, a quello oggetto dell’appalto, purché il requisito della stretta analogia risponda ad un precipuo interesse pubblico e sia espressamente richiesto nella legge di gara.

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