Iva: aliquota del 4% sulle lenti a contatto solo se correttive

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta all’Istanza di Interpello n. 488 del 20 ottobre 2020, ha chiarito l’applicazione dell’aliquota Iva del 4% alle lenti a contatto colorate è applicabile solo se sono correttive e non ad a uso meramente estetico.

Il n. 41-quater) della Tabella A, Parte II, allegata al Dpr. n.633/1972, stabilisce che sono soggette all’aliquota del 4% le cessioni di “protesi e ausili inerenti a menomazioni di tipo funzionale permanenti”. In relazione a tale disposizione, con la Circolare del Ministero delle Finanze n. 50/1990 è stato chiarito che le lenti a contatto, le lenti oftalmiche graduate e gli occhiali da vista, “[…] essendo destinati a sopperire a menomazioni visive permanenti, sono da considerare quali ausili e pertanto alle relative cessioni e importazioni torna applicabile l’Iva nella misura del 4% […]”. Nello stesso Documento di prassi è stato altresì precisato che le cessioni e le importazioni delle sole montature degli occhiali scontano l’aliquota ordinaria Iva “… in quanto le medesime solo quando sono assemblate con le lenti graduate rappresentano un ausilio nei sensi suesposti” e, dunque, solo le cessioni dei prodotti finiti rappresentati dagli occhiali da vista, realizzati mediante l’assemblaggio della montatura e delle lenti oftalmiche graduate, per quanto esposto in precedenza, sono soggetti all’aliquota ridotta del 4%.

Alla luce delle considerazioni sopra svolte, per le lenti a contatto correttive, siano esse colorate o meno, in quanto destinate a sopperire a menomazioni visive permanenti, l’Agenzia ha ritenuto applicabile la medesima aliquota del 4%. Diversamente, le cessioni di lenti a contatto colorate per uso meramente estetico, nonché le cessioni delle soluzioni per la pulizia delle lenti a contatto saranno assoggettate all’aliquota Iva ordinaria del 22%.

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