Federalismo fiscale: Anci chiede certezze e salvaguardia delle “funzioni fondamentali”

Durante l’Audizione alla Commissione parlamentare per l’attuazione del Federalismo fiscale, Anci ha chiesto garanzie e salvaguardia delle funzioni fondamentali

Una richiesta chiara di certezze e garanzie: è quanto emerso dall’intervento di Alessandro Canelli, Sindaco di Novara, delegato alla Finanza locale di Anci e Presidente della Fondazione Ifel, davanti alla Commissione parlamentare per l’attuazione del “Federalismo fiscale”, come si apprende da una Notizia pubblicata in data 26 marzo 2025 sul sito di Anci. Il focus è sulle ricadute che potrebbero derivare dalle ipotesi di fiscalizzazione dei trasferimenti statali alle Regioni, uno scenario che, secondo Anci, impatta in modo significativo sui Comuni.

Siamo preoccupati – ha dichiarato Canelli – per le ipotesi che prevedono la sostituzione dei trasferimenti statali alle Regioni con compartecipazioni a Tributi erariali senza vincolo di destinazione”. Un modello che, nei numeri, coinvolgerebbe circa 10 miliardi di Euro, di cui la metà oggi destinate a “funzioni fondamentali” dei Comuni: Scuola, Servizi sociali, “Trasporto pubblico locale”. “Si tratta di risorse che oggi finanziano direttamente spese essenziali per la cittadinanza – ha aggiunto – e che spesso sono oggetto di una programmazione regionale integrata. Serve un approfondimento tecnico e politico che tuteli le prerogative costituzionali degli Enti Locali e garantisca la piena copertura delle loro funzioni fondamentali”.

Canelli ha chiarito che i Comuni non si oppongono al “Federalismo fiscale”, anzi: auspicano di poter avere un ruolo da protagonisti nel processo. “Ma non possiamo permettere che il Principio di autonomia si traduca in uno scarico di responsabilità senza risorse adeguate. La lotta alla povertà, l’integrazione sociale, i servizi alla persona non possono essere messi a rischio: sono fronti su cui i Comuni sono in prima linea ogni giorno”.

Nel suo intervento, il delegato Anci ha anche tracciato un bilancio del Sistema di perequazione, ricordando l’importanza della riassegnazione ai Comuni dei 560 milioni di Euro sottratti con il Decreto-legge n. 66/2014. “Questo passaggio ha permesso di mantenere stabile il livello delle entrate per i Comuni con maggiore capacità fiscale, senza compromettere la solidarietà verso quelli con minori risorse. Un equilibrio faticoso, in un contesto di grande rigidità sui bilanci correnti”.

Uno dei segnali incoraggianti, secondo Anci, arriva dalla “Legge di bilancio 2024”, che per la prima volta introduce un Principio fondamentale: anche lo Stato deve contribuire alla perequazione. “Con i 56 milioni di Euro di perequazione verticale previsti per il 2024, destinati a crescere fino a 310 milioni nel 2030, si comincia a riconoscere un Principio costituzionale troppo a lungo trascurato: la corresponsabilità statale nel garantire l’equità tra territori”.

Guardando avanti, Canelli ha sottolineato l’importanza dell’attuazione della delega fiscale come opportunità per un riassetto complessivo della Finanza locale, in linea con i principi della Costituzione. “Abbiamo bisogno di maggiore manovrabilità e flessibilità sulle entrate. Ma siamo anche consapevoli delle nostre responsabilità: migliorare la capacità di riscossione è una priorità su cui i Comuni sono pronti a lavorare. La delega può e deve diventare il volano per una nuova stagione della Finanza pubblica locale”.

L’Audizione si inserisce in una fase cruciale del confronto sul “Federalismo fiscale”, con il sistema degli Enti Locali che, ancora una volta, chiede di essere ascoltato, non solo come destinatario delle riforme, ma come Soggetto attivo nella definizione di un nuovo patto di equità e sostenibilità tra i diversi livelli istituzionali.