Il “Decreto Regioni” è in via di definizione e i Comuni cercano di far inserire alcune misure da tempo invocate e che non hanno trovato accoglimento, neanche nell’ambito della stesura del “Ddl. Stabilità”.
Con la Nota 5 novembre 2015, l’Anci chiede l’inserimento delle seguenti disposizioni:
- rendere valide le Delibere Imu, Tasi, Tari e Addizionale comunale all’Irpef approvate tra il termine del 30 luglio e il 30 settembre 2015, posto che “moltissimi Comuni sono stati impossibilitati a determinare le aliquote a causa del ritardo nell’approvazione delle norme sul cosiddetto ‘Dl. Enti Locali’ e sul riparto del ‘Fondo di solidarietà comunale’”;
- ulteriore verifica relativa al 2015 per determinare i mancati introiti derivanti dall’abolizione dell’Imu sui terreni agricoli, visto che le stime (e di conseguenza i rimborsi) del 2014 si erano discostate sensibilmente da quanto realmente incassato dai Comuni;
- poter considerare a bilancio almeno il 70% delle spese sostenute nel 2015 per il mantenimento degli Uffici giudiziari e che devono ancora essere rimborsate, insieme alla regolazione delle anticipazioni di liquidità relative al “Fondo di solidarietà 2014”;
- rinvio dal 1° novembre 2015 al 1° gennaio 2016 delle norme sulle Centrali uniche di committenza, per evitare il blocco degli appalti nella fase di incertezza normativa determinata dall’attesa del nuovo “Codice dei Contratti pubblici” e dell’approvazione delle norme della “Legge di stabilità” che modificano proprio le disposizioni relative alle Cuc;
- esclusione dal computo degli obiettivi di Patto delle spese sostenute per la gestione degli Uffici giudiziari, il pagamento di debiti commerciali pregressi consentito grazie alle erogazioni di liquidità del “Decreto Enti Locali”, e le spese ‘‘per obbligazioni determinate da Sentenze passate in giudicato’’.




