Accesso ai documenti in fase esecutiva: va escluso se finalizzato ad un controllo generalizzato sull’attività dell’aggiudicatario

Accesso ai documenti in fase esecutiva: va escluso se finalizzato ad un controllo generalizzato sull’attività dell’aggiudicatario

Nella Sentenza n. 577 del 17 aprile 2019 del Tar Toscana, i Giudici rilevano che nei rapporti tra “accesso ai documenti ordinario” e “accesso civico” nel Settore degli appalti, per quanto riguarda dati, informazioni e documenti inerenti la fase esecutiva, successiva all’aggiudicazione del contratto di appalto, l’interesse della ex-partecipante alla gara può configurarsi solo nel rispetto delle condizioni e dei limiti del cosiddetto “accesso ordinario”. Va quindi escluso il citato “accesso civico” esercitato dal concorrente relativamente agli atti della fase di esecuzione del contratto sulla base dell’art. 140, del Dlgs. n. 163/2006 (applicabile ratione temporis), in base al quale, in caso di Fallimento o di Liquidazione coatta e Concordato preventivo, ovvero in caso di risoluzione del contratto, le stazioni appaltanti potranno interpellare i soggetti che hanno partecipato alla originaria procedura di gara, al fine di stipulare un nuovo contratto. Non sussistendo alcuna ipotesi di risoluzione per inadempimento o di recesso dal contratto che possa giustificare il ricorso all’Interpello previsto dalla norma, l’istanza di accesso agli atti in fase esecutiva si traduce in un’indagine esplorativa tesa alla ricerca di una qualche condotta inadempiente dell’aggiudicataria, di per sé inammissibile, non avendo la ricorrente fornito alcun elemento o indicato concrete circostanze circa la sussistenza di qualsivoglia inadempimento dell’aggiudicatario nell’esecuzione delle prestazioni contrattuali.

I Giudici ricordano, con riferimento all’ambito di operatività dell’istituto del definito “accesso civico” ed in particolare sulla sua applicabilità nella materia degli appalti pubblici, che la giurisprudenza ha finora espresso orientamenti non univoci. Secondo un primo indirizzo, i documenti afferenti alle procedure di affidamento ed esecuzione sono esclusivamente sottoposti alla disciplina di cui all’art. 53 del Dlgs. n. 50/2016 e pertanto restano esclusi dal denominato “accesso civico generalizzato” di cui all’art. 5, comma 2, del Dlgs. n. 33/2013. In base ad un diverso indirizzo, l’art. 53 del Dlgs. n. 50/2016 non va inteso come un rinvio fisso ma come volontà del Legislatore di sottoporre l’accesso ai documenti di gara generici (non sensibili) alle norme ordinarie in tema di accesso, nella loro evoluzione storica e, pertanto, attualmente alla disciplina introdotta dal Dlgs. n. 33/2013, oltretutto successivo al “Codice dei Contratti”, che afferma la regola generale della integrale trasparenza la quale implica il diritto di chiunque, senza la prova di una particolare legittimazione e senza onere di motivare la relativa istanza, di accedere ai dati e ai documenti detenuti dalle Pubbliche Amministrazioni, ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione obbligatoria, compresi tutti quelli attinenti alla fase del rapporto contrattuale tra stazione appaltante ed aggiudicatario dell’appalto.


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