Il Ministero della Cultura (MiC), con il Comunicato 28 ottobre 2026, ha reso nota l’avvenuta approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, in esame preliminare, dello Schema di Decreto legislativo recante il riordino delle disposizioni relative alla concessione di spazi e aree pubblici di interesse culturale o paesaggistico alle imprese alberghiere e ai pubblici esercizi per l’installazione di strutture amovibili funzionali alle rispettive attività, i cosiddetti “dehors”.
Il Provvedimento, presentato congiuntamente dal Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, dà attuazione all’art. 26 della Legge 16 dicembre 2024, n. 193, recante la “Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2023”.
L’obiettivo è introdurre un quadro normativo stabile per l’installazione dei dehors, semplificando gli adempimenti amministrativi e riducendo i tempi delle autorizzazioni, nel rispetto delle esigenze di tutela del patrimonio culturale e paesaggistico.
Autorizzazioni culturali e paesaggistiche: termine di 45 giorni e silenzio-assenso
Tra le principali novità previste dallo Schema di Decreto legislativo figura la riduzione a 45 giorni dei tempi di risposta per il rilascio delle autorizzazioni culturali e paesaggistiche, rispetto ai termini ordinari che possono raggiungere i 120 giorni.
Alla scadenza del termine troverà applicazione il meccanismo del silenzio-assenso: in assenza di un pronunciamento dell’Amministrazione competente, l’autorizzazione si intenderà concessa.
Secondo quanto illustrato dal MiC, tali autorizzazioni saranno necessarie esclusivamente per i dehors installati negli spazi direttamente prospicienti beni di eccezionale valore culturale o paesaggistico.
L’eventuale diniego potrà essere disposto soltanto qualora non risulti possibile modificare il Progetto di installazione per assicurare la salvaguardia dei beni interessati.
Individuazione delle aree sottoposte ad autorizzazione
Il Provvedimento prevede che le aree interessate dal regime autorizzatorio siano individuate dal Ministero della Cultura e rese consultabili attraverso un Sistema informativo accessibile online. Tale strumento consentirà agli Operatori economici di conoscere preventivamente le condizioni e le prescrizioni applicabili all’installazione delle strutture.
Nelle altre aree non saranno necessarie le autorizzazioni delle Soprintendenze, ferme restando le competenze dei Comuni in materia di occupazione del suolo pubblico.
Accordi tra Enti Locali e Ministero della Cultura
Lo Schema di Decreto legislativo introduce inoltre la possibilità per gli Enti Locali e il Ministero della Cultura di stipulare accordi o intese finalizzati alla definizione di criteri generali e prescrizioni per l’installazione dei dehors.
Gli Accordi potranno disciplinare, in particolare, le caratteristiche delle strutture, i materiali utilizzabili, i colori, la collocazione e gli arredi.
Secondo quanto comunicato dal Ministero, quando saranno rispettate le condizioni stabilite dagli accordi, l’installazione sarà autorizzata automaticamente.
La previsione è finalizzata a semplificare le procedure amministrative, assicurando al contempo il rispetto delle caratteristiche dei luoghi e delle esigenze di tutela del patrimonio culturale.
Disciplina transitoria per i dehors già installati
Il testo prevede anche una disciplina transitoria per la regolarizzazione dei dehors già installati, nell’ambito del progressivo superamento del regime delle proroghe.
Il riordino è orientato a garantire maggiore certezza agli Operatori economici nella programmazione degli investimenti e nella gestione delle attività, coniugando le esigenze delle imprese con la tutela dei beni culturali, il decoro urbano e la qualità degli spazi pubblici.
Il MiC ha sottolineato l’intenzione di concentrare le verifiche sui luoghi di eccezionale valore, mentre il Mimit ha richiamato l’obiettivo di rendere più semplici e prevedibili le procedure per le attività commerciali, con particolare attenzione ai centri storici.




