La Fondazione Ifel, con una Notizia pubblicata il 27 ottobre 2026, ha reso nota la presentazione del Rapporto “Osservatorio Rup 2026 – Sfide e fabbisogni formativi”, realizzato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), dalla Scuola nazionale dell’Amministrazione (Sna), da Itaca, Anac, Consip Spa, e dalla Rete degli Osservatori regionali dei Contratti pubblici.
La presentazione si è svolta nell’ambito dell’Iniziativa “Governare i contratti pubblici: competenze, responsabilità e innovazione. Un modello di cooperazione tra Stato, Regioni e Comuni”, promossa dalla Sna e dal Mit, in collaborazione con Itac, Ifel, Invitalia, Anac, Consip Spa, e la Rete degli Osservatori regionali dei Contratti pubblici.
Nel corso dell’evento, il Direttore di Ifel, Pierciro Galeone, ha richiamato il ruolo dei Responsabili unici del progetto (Rup) nell’attuazione degli Investimenti pubblici e l’importanza della formazione per il rafforzamento delle competenze del personale.
Il Rapporto 2026
L’edizione 2026 dell’Osservatorio raccoglie le indicazioni dei Rup italiani in merito alla gestione degli appalti e delle concessioni di lavori pubblici, servizi e forniture, nonché all’attuazione degli interventi.
Il Rapporto approfondisce, anche attraverso specifici focus group, alcune delle principali questioni che interessano l’attività delle Stazioni appaltanti, con particolare riferimento agli effetti della digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti pubblici, all’utilizzo degli strumenti di Intelligenza artificiale e all’efficacia del Sistema degli incentivi.
L’Indagine è quindi orientata a rilevare le sfide operative e i fabbisogni formativi dei Rup, nell’ambito dell’evoluzione delle procedure di affidamento e gestione dei contratti pubblici.
Investimenti pubblici
Nel proprio intervento, il Direttore di Ifel ha evidenziato la ripresa degli Investimenti registrata in Italia negli ultimi anni, dopo la fase di contrazione che aveva caratterizzato gran parte del decennio precedente.
Secondo i dati richiamati da Galeone, nel 2025 gli Investimenti fissi lordi, pubblici e privati, hanno raggiunto 493 miliardi di Euro, rispetto ai 473,7 miliardi del 2024.
La quota degli Investimenti sul Pil è così tornata su livelli prossimi a quelli registrati nella metà degli anni Duemila, dopo la flessione iniziata con la crisi finanziaria del 2008.
A tale ripresa ha contribuito in misura significativa la componente pubblica. Nel 2025 infatti gli Investimenti delle Amministrazioni pubbliche hanno raggiunto 86,7 miliardi di Euro, pari al 3,8% del Pil, una percentuale superiore a quelle indicate per Germania (3,3%) e Spagna (2,9%).
Galeone ha sottolineato come si tratti di un cambiamento rilevante rispetto a una fase storica nella quale le esigenze di contenimento della spesa pubblica avevano penalizzato gli Investimenti.
“Pnrr”
Con riferimento all’attuazione del “Pnrr”, il Direttore di Ifel ha individuato 3 fattori che, a suo giudizio, hanno contribuito ai risultati conseguiti: la disponibilità delle risorse, l’evoluzione delle regole, e la digitalizzazione.
In particolare, le modifiche normative intervenute negli ultimi anni hanno consentito di accelerare i tempi di progettazione e affidamento, mentre la digitalizzazione ha contribuito alla semplificazione delle procedure e alla riduzione delle tempistiche, anche con riferimento ai pagamenti.
Secondo Galeone, tuttavia, l’elemento determinante è stato rappresentato dalla possibilità di contare su personale adeguatamente preparato e responsabile dell’attuazione degli Interventi.
“La variabile che ha fatto la differenza è stata quella di poter contare sui Rup, personale responsabile all’altezza delle sfide”, ha dichiarato il Direttore, evidenziando il contributo delle attività formative realizzate sul territorio.
Formazione
Nel corso dell’intervento sono stati richiamati anche i risultati delle iniziative di formazione rivolte ai Responsabili unici del progetto.
Dal 2024 risultano poco meno di 182.000 Rup iscritti alla Piattaforma “Fna” e oltre 71.000 soggetti formati. L’attività formativa proseguirà anche nell’ambito della nuova programmazione, che prevede specifici percorsi dedicati al “Partenariato pubblico-privato” (“Ppp”), quale modello di cooperazione di medio-lungo periodo tra soggetti pubblici e privati, e alla gestione degli appalti pubblici attraverso il Building information modeling (Bim).
Galeone ha infine richiamato la necessità di consolidare l’esperienza maturata negli ultimi anni, rendendo strutturali e stabili le attività di formazione e rafforzamento delle competenze dei Rup.
Il Rapporto “Osservatorio Rup 2026 – Sfide e fabbisogni formativi” è disponibile sul sito istituzionale della Fondazione Ifel.




