Accesso al “Fondo di rotazione” per assicurare la stabilità finanziaria degli Enti locali

Accesso al “Fondo di rotazione” per assicurare la stabilità finanziaria degli Enti locali

Nella Delibera n. 35 del 26 marzo 2020 della Corte dei conti Sicilia, un Comune illustra che l’eventuale futuro accesso al “Fondo di rotazione” per assicurare la stabilità finanziaria degli Enti Locali previsto dall’art. 243-ter del Dlgs. n. 267/2000 (Tuel) imporrebbe all’Ente l’adozione di misure di riequilibrio di parte corrente ai sensi dell’art. 243-bis, comma 9, del Tuel, entro il termine dell’esercizio finanziario, in particolare, attraverso la riduzione – nel quinquennio – di almeno il 10% delle spese per acquisti di beni e prestazioni di servizi, comprese nel Macroaggregato “03” e finanziate da risorse proprie ex art. 243-bis, comma 9, lett. b), del Tuel.

Quindi, il Sindaco chiede se sia possibile estromettere l’erogazione delle prestazioni di assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli studenti con disabilità fisica dalla base di calcolo su cui effettuare il computo della percentuale di riduzione di spesa, prevista nel caso di accesso al ”Fondo di rotazione” e finalizzata al riequilibrio della parte corrente del bilancio, come descritta dall’art. 243-bis, comma 9, lett. b), del Tuel, potendo ravvisarsi la ragione di tutela di diritti fondamentali, aventi rango costituzionale, di soggetti di minore età.

La Sezione chiarisce che nell’ipotesi del futuro accesso al “Fondo di rotazione per assicurare la stabilità finanziariail Comune non potrà che confrontarsi con il precetto generale dell’art. 243-bis, comma 9, lett. b), che impone una revisione della spesa relativa all’acquisto di beni e alla prestazione dei servizi con le modalità puntualmente individuate dalla norma, rammentando comunque che – ferma restando l’obbligatorietà delle riduzioni indicate nelle lett. b) e c) – il Legislatore concede all’Ente la facoltà di “procedere a compensazioni, in valore assoluto e mantenendo la piena equivalenza delle somme, tra importi di spesa corrente, ad eccezione della spesa per il personale e ferme restando le esclusioni di cui alle medesime lett. b) e c)”, con evidenza di tali misure all’interno del “Piano di riequilibrio” approvato ai sensi dell’art. 243-bis, comma 9, lett. c-bis), del Tuel. Quindi, le eccezioni all’obbligo di riduzione costituiscono un’elencazione tassativa di costi oggetto di esclusione dal Macroaggregato “03” su cui operare la decurtazione, che non apre spazi all’interpretazione in via analogica oltre i casi individuati dal testo.


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