Anticipazione di liquidità: contabilizzazione in applicazione dei principi di armonizzazione contabile

Anticipazione di liquidità: contabilizzazione in applicazione dei principi di armonizzazione contabile

Nella Delibera n. 104 del 13 settembre 2016 della Corte dei conti Piemonte, un Sindaco chiede come possa essere ripristinata una situazione di correttezza contabile, e a tal fine sottopone i seguenti quesiti:

1) dovendo provvedere ad apporre un ulteriore accantonamento/vincolo sull’avanzo, la sede corretta sarà la redazione del rendiconto 2016 o è possibile anche prima del termine dell’esercizio 2016 effettuare tale operazione ?

2) l’avanzo disponibile 2015 (pari ad Euro 3.153,37) non è al momento sufficientemente capiente per coprire un ulteriore accantonamento derivante dall’anticipazione del Dl. n. 35/13, che attualizzata al 2016 sarebbe di importo pari ad Euro 176.633,57. Prospettandosi quindi uno scenario di maggiori vincoli rispetto alla capienza dell’avanzo, si chiede con quali modalità sia possibile provvedere al ripiano del disavanzo e se siano ancora applicabili le disposizioni previste per il disavanzo tecnico derivante da riaccertamento straordinario.

La Sezione rileva che, nel caso di specie, risulta che l’Ente non abbia posto vincoli, né in fase di riaccertamento straordinario dei residui al 1° gennaio 2015, né a seguito del riaccertamento ordinario dei residui 2015, nella voce “parte accantonata” sul risultato di amministrazione rilevato a fine 2015. Fermo restando che la corretta contabilizzazione avrebbe richiesto di vincolare le quote di capitale afferenti le anticipazioni mediante costituzione di adeguato vincolo sui risultati di amministrazione degli esercizi finanziari 2014 e 2015, la variazione di bilancio ipotizzata nel primo dei quesiti sarebbe possibile, prima del termine dell’esercizio in corso, mediante l’istituzione di un apposito Fondo in bilancio di importo pari alle quote delle anticipazione di liquidità per la parte di capitale ancora da restituire. Il suddetto Fondo, non impegnabile nell’esercizio in corso, dovrà nella sua interezza confluire nel futuro risultato di amministrazione, su cui dovrà essere costituito apposito vincolo nella voce “parte accantonata”.

Laddove il risultato di esercizio dovesse essere negativo, l’Ente dovrà provvedere al ripiano con le tempistiche ordinarie previste dalla normativa. L’eventuale disavanzo non potrebbe comunque qualificarsi come “disavanzo tecnico”, restando quindi esclusa la possibilità di ripianare con le modalità ed i termini previsti in tal caso, ma semplicemente come disavanzo (parte disponibile negativa) e, pertanto, ripianabile con i criteri ordinari previsti dagli artt. 188 del Dlgs. n. 267/00 e seguenti e confermati dall’art. 42 del Dlgs. n. 118/11.


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